Milano: clochard trovato morto
E' il quinto caso, precisamente in viale Cassala, che si registra nel capoluogo Lombardo. Indagini sono in corso per stabilire la causa del decesso. Inutili i soccorsi
Milano: clochard trovato morto. E’ il quinto caso, precisamente in viale Cassala, che si registra nel capoluogo Lombardo. Indagini sono in corso per stabilire la causa del decesso. Inutili i soccorsi.
Un altro senza fissa dimora è stato trovato morto a Milano. Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di oggi, martedì 3 febbraio 2026, intorno alle 9:00, in viale Cassala.
Il corpo dell’uomo giaceva sotto il porticato di un negozio di alimenti per animali, su un giaciglio che utilizzava presumibilmente come riparo per la notte. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118 e le forze dell’ordine.
I medici e i paramedici, inviati dalla centrale operativa dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) della Lombardia, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Al momento l’uomo non è stato identificato: secondo una prima stima avrebbe avuto circa sessant’anni.
Presenti anche gli agenti della Questura di Milano, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire le cause della morte. L’ipotesi più probabile, al momento, è quella di un malore, forse aggravato dalle basse temperature di questi giorni.
Con quest’ultimo ritrovamento sale a cinque il numero dei clochard morti a Milano dall’inizio del 2026. Solo domenica scorsa un altro uomo, di circa 25 anni e anch’egli senza documenti, era stato trovato senza vita in piazza Luigi di Savoia, nei pressi della Stazione Centrale.
Il 16 gennaio un quarantenne era stato rinvenuto morto sotto un cavalcavia di via Padova, mentre l’8 gennaio era deceduto un cinquantunenne, Gharia Narendea Singi, trovato all’esterno della stazione di Cadorna.
Il primo caso dell’anno risale al 5 gennaio, quando il 34enne Andrea Colombo era stato soccorso in condizioni gravissime in via Impastato e trasportato al Policlinico di Milano, dove è morto poco dopo.
Una sequenza di decessi che riaccende l’attenzione sulle condizioni di vita dei senza fissa dimora, soprattutto durante i mesi più freddi.