Milano: il fondatore di “Tre Marie” dona 400 milioni al nipote
Il novantunenne Enzo Ricci cede in vita l'intero impero immobiliare e finanziario ad Alessandro Ricci (52 anni). Nel pacchetto il palazzo di via Montenapoleone 4 e quote di borsa
Milano: il fondatore di “Tre Marie” dona 400 milioni al nipote. Il novantunenne Enzo Ricci cede in vita l’intero impero immobiliare e finanziario ad Alessandro Ricci (52 anni). Nel pacchetto il palazzo di via Montenapoleone 4 e quote di borsa.
A ridosso del suo novantunesimo compleanno, Enzo Ricci, storico e leggendario fondatore del marchio dolciario Tre Marie, ha formalizzato un’operazione finanziaria colossale.
La donazione in vita di un patrimonio stimato in oltre 400 milioni di euro in favore del nipote cinquantaduenne Alessandro Ricci. Una scelta radicale che liquida la prassi dei lasciti testamentari postumi a favore di un trasferimento immediato e strategico della ricchezza di famiglia.
L’impero del mattone e della finanza: cosa prevede l’accordo
La mastodontica architettura patrimoniale trasferita al nipote è l’esito di decenni di investimenti oculati nel mercato immobiliare d’alta fascia e nel settore azionario.
Il fulcro dell’operazione è rappresentato dalla holding Milaninvest Real Estate. Questo veicolo societario custodisce la perla del patrimonio di famiglia: il celeberrimo palazzo situato in via Montenapoleone 4, nel cuore del quadrilatero della moda milanese.
L’immobile, iscritto a bilancio per quasi 92 milioni di euro ma dal valore di mercato ampiamente superiore, è attualmente locato alla casa di alta moda Dolce & Gabbana.
La seconda colonna dell’impero è la holding Viris, un veicolo finanziario che controlla, tra le altre cose, il 18,4% di Brioschi Sviluppo Immobiliare, storica società quotata a Piazza Affari fin dal lontano 1914.
Il pacchetto complessivo include inoltre un prestigioso immobile a Sanremo (sede di una filiale di Intesa Sanpaolo), una galassia di appartamenti, uffici e boutique nel centro storico di Milano, oltre a investimenti diversificati in startup innovative e fondi d’investimento. All’anziano patriarca spetterà l’usufrutto vitalizio, mentre la piena nuda proprietà è passata al nipote.
Dalle origini dolciarie al profilo del nuovo “re” del mattone
La dinastia dei Ricci affonda le proprie radici in una delle storie imprenditoriali più amate e golose del Made in Italy. La liquidità originaria che ha permesso la costruzione di questo impero nacque nei forni della storica pasticceria milanese.
Nel 1987, Enzo Ricci decise di cedere il marchio Tre Marie a Pietro Barilla. All’epoca l’azienda dolciaria era un colosso da 140 miliardi di lire di fatturato e contava 550 dipendenti (oggi il brand sopravvive sul mercato diviso tra i gelati di Sammontana e i prodotti da forno di Galbusera). Ricci scelse di non reinvestire nell’industria alimentare, ma di convertire l’intero capitale nel mercato immobiliare milanese.
Milanese, classe 1973, il cinquantaduenne unico nipote del fondatore è descritto dagli ambienti finanziari come l’archetipo del “potente invisibile”.
Lontano dalle cronache mondane, privo di fotografie ufficiali sui portali istituzionali e con un curriculum sintetico di appena cinque righe, Alessandro gestisce da anni i business di famiglia legati al real estate e agli impianti idroelettrici.
Da oggi, la sua firma controlla ufficialmente un patrimonio da quasi mezzo miliardo di euro.