Milano piange Carlo Monguzzi: Il “lottatore” gentile dell’ambiente
Scomparso a 74 anni il consigliere di Europa Verde. Dalle battaglie storiche in Regione all'ultimo strappo su San Siro. Il saluto di Sala: "Mi chiamava Beppe, ci scontravamo ma ci volevamo bene"
Milano piange Carlo Monguzzi: Il “lottatore” gentile dell’ambiente. Scomparso a 74 anni il consigliere di Europa Verde. Dalle battaglie storiche in Regione all’ultimo strappo su San Siro. Il saluto di Sala: “Mi chiamava Beppe, ci scontravamo ma ci volevamo bene”.
Nato nel 1951, ingegnere chimico prestato all’insegnamento e poi alla politica, Carlo Monguzzi ha lasciato una scia di riforme concrete. Fu lui, come assessore regionale negli anni ’90, a firmare la prima legge sulla raccolta differenziata e il primo Piano Aria della Lombardia.
Fondatore di Legambiente Lombardia e persino di Mondo Gatto, ha sempre unito l’ecologia istituzionale alla difesa degli ultimi, che fossero animali o persone. Nonostante la malattia, ha lottato fino alla fine per l’intitolazione di una via all’anarchico Pino Pinelli e per il congelamento del gemellaggio con Tel Aviv, coerente con il suo spirito libero.
Il rapporto con “Beppe” Sala
Il legame con il sindaco di Milano è stato l’emblema della politica “alta”: scontri durissimi in aula — culminati con le dimissioni di Monguzzi dalla Commissione Ambiente dopo la decisione di vendere lo stadio di San Siro — ma un affetto profondo nel privato.
Sala, che aveva celebrato il suo matrimonio con Silvia nel 2021, lo ha ricordato come l’unico che osava chiamarlo per nome in aula, un “galantuomo” che non faceva passi indietro.
L’eredità di Carlo
Oltre ai suoi libri (“Illusione nucleare” e “Ambientalismo sostenibile”), Monguzzi lascia un monito alla sua città: l’urgenza di non “regalarla alla destra” perdendo di vista l’urbanistica e la mobilità sostenibile. Le sue critiche, spesso aspre verso la giunta di cui faceva parte, non erano mai pretestuose, ma figlie di una visione che metteva l’ambiente davanti al profitto.
La moglie Silvia lo ha salutato su Facebook parlando della sua “leggerezza serena”. Ed è forse questa l’immagine più bella: un uomo solido e coraggioso che, anche di fronte alla malattia “assurdamente rapida”, non ha mai smesso di lottare per ciò che riteneva giusto.