Milano: prostituzione e finti contratti nei centri benessere. 7 arresti e sequestri per 350mila euro

Operazione della Procura di Milano condotta da Guardia di Finanza e Polizia. Sequestrati beni e cinque immobili

Redazione
Milano: prostituzione e finti contratti nei centri benessere. 7 arresti e sequestri per 350mila euro
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Milano: prostituzione e finti contratti nei centri benessere. 7 arresti e sequestri per 350mila euro. Operazione della Procura di Milano condotta da Guardia di Finanza e Polizia. Sequestrati beni e cinque immobili.

Una complessa rete di sfruttamento della prostituzione celata dietro finti centri benessere e associazioni no-profit è stata smantellata a Milano.

L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dal pm Pietro Paolo Mazza, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sette persone (cinque in carcere e due ai domiciliari), tra cittadini italiani e marocchini.

Le accuse vanno dall’associazione a delinquere allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, fino al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e all’autoriciclaggio.

Finti contratti, no-profit e annunci sul web: l’organizzazione

L’indagine, condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria di Guardia di Finanza e Polizia con il supporto di vari Commissariati milanesi e della Squadra Mobile di Como, ha svelato un’organizzazione perfettamente strutturata.

L’ingresso e la permanenza illegale di donne prevalentemente straniere venivano favoriti mediante la redazione di finti contratti di lavoro offerti da società di comodo o da associazioni no-profit create ad hoc con presunti scopi culturali e ricreativi.

Ciascun indagato aveva ruoli ben delineati: dal reperimento dei locali al finanziamento della rete, fino alla pubblicazione di annunci su portali specializzati. L’organizzazione gestiva centralini dedicati per prenotare gli appuntamenti e applicava un preciso tariffario per le prestazioni sessuali.

Sequestri per 350mila euro ed esame dei flussi finanziari

Il provvedimento firmato dalla GIP Rossana Mongiardo ha disposto anche importanti misure patrimoniali per contrastare il reinvestimento dei proventi illeciti.

Eseguito il sequestro preventivo di cinque immobili a Milano, utilizzati in modo sistematico come sedi per l’attività di meretricio. Bloccati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 350mila euro.

L’analisi dei conti correnti -sia italiani sia esteri- ha permesso di ricostruire il flusso di denaro riciclato attraverso aziende operanti nei settori immobiliare e informatico.

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