Missile sulla base di Ali Al Salem: paura per i militari italiani in Kuwait

Ordigno caduto vicino al bunker dove si trovano anche i quindici uomini del 51° Stormo di Istrana. Tensione alta nell’area, ma la Farnesina assicura: «Sono tutti al sicuro»

Redazione
Missile sulla base di Ali Al Salem: paura per i militari italiani in Kuwait

Missile sulla base di Ali Al Salem: paura per i militari italiani in Kuwait. Ordigno caduto vicino al bunker dove si trovano anche i quindici uomini del 51° Stormo di Istrana. Tensione alta nell’area, ma la Farnesina assicura: «Sono tutti al sicuro».

Nuovo allarme alla base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, dove è schierato anche un contingente dell’Aeronautica Militare italiana, tra cui quindici ufficiali e sottufficiali del 51° Stormo di Istrana.

Ieri mattina, poco dopo le 8, un missile è precipitato all’interno del perimetro aeroportuale, a breve distanza dal bunker in cui i militari si trovano rifugiati da sabato sera.

Sono stati attimi di forte tensione. Dopo tre giorni trascorsi all’interno della struttura protetta, in seguito agli attacchi che avevano distrutto gli alloggi e danneggiato la pista, i militari erano usciti per la prima volta, approfittando di una momentanea calma e dell’assenza di esplosioni durante la notte, con l’intento semplicemente di lavarsi.

La quiete è durata pochissimo: il sibilo inequivocabile di un missile in arrivo li ha costretti a interrompere tutto e a rientrare immediatamente nel bunker.

La paura e i disagi

L’intera area resta in uno stato di massima allerta. Nonostante brevi pause, il Kuwait continua a essere bersaglio di missili e droni lanciati dall’Iran. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato che «i soldati italiani sono al sicuro e incolumi», sottolineando come gran parte dei contingenti italiani in Medio Oriente sia stata messa al riparo nelle rispettive basi.

Rimangono però le difficoltà logistiche. Gli attacchi più violenti hanno raso al suolo le palazzine degli alloggi, distruggendo effetti personali e dotazioni. «Abbiamo perso tutto», racconta un militare trevigiano. Nel bunker sono disponibili acqua e viveri, ma solo per alcuni giorni.

A rendere ancora più delicato il quadro è la notizia, diffusa dall’agenzia Dire, che una parte dei soldati kuwaitiani avrebbe iniziato a lasciare la base. I circa 300 militari italiani, compresi quelli del 51° Stormo, restano invece operativi.

I contatti con Istrana

Dalla base di Istrana il monitoraggio è costante. Il comandante del 51°, colonnello pilota Fabio Di Luca, mantiene collegamenti continui con il contingente e ha rassicurato la sindaca Maria Grazia Gasparini: «Stanno tutti bene, sono al sicuro».

Anche l’amministrazione comunale segue da vicino l’evolversi della situazione, considerando che molte delle famiglie dei militari risiedono proprio nel territorio.

Intanto, attorno alla base trevigiana sono state rafforzate le misure di sicurezza, con un aumento dei pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine.

La testimonianza dal Kuwait

A confermare la gravità del contesto è anche il nunzio apostolico in Kuwait, Qatar e Bahrein, monsignor Eugene Martin Nugent, che parla di «una situazione drammatica, in peggioramento giorno dopo giorno». Obiettivi principali dei raid sono basi militari e aeroporti.

Domenica mattina sei militari statunitensi hanno perso la vita in un attacco contro un centro operativo allestito in un porto civile, segnando le prime vittime americane del conflitto.

Martedì, inoltre, due caccia statunitensi sono stati abbattuti nei pressi della base di Ali Al Salem. Secondo quanto riferito, si sarebbe trattato di un episodio di fuoco amico da parte della contraerea kuwaitiana. I piloti, tuttavia, sono riusciti a salvarsi lanciandosi con il paracadute.

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