Moglie in sovrappeso soffoca il marito con le natiche del suo lato B

La donna, hanno stabilito gli inquirenti, avrebbe soffocato il marito, sedendosi sul collo del malcapitato. Quando il sedere diventa un'arma
di  Redazione
1 mese fa - 19 Maggio 2021

Moglie in sovrappeso soffoca il marito con le natiche del suo lato B. Ha causato non poco scalpore in Russia il caso di una 45enne, di nome Tatyana O e pesante “oltre 100 chili“, che ha ucciso il marito soffocandolo con il proprio esorbitante lato B.

Per la tragedia in questione, la donna è attualmente sotto processo e ha già ricevuto una condanna per la morte del consorte Aidar. il decesso dell’uomo si sarebbe verificato al culmine di una lite con Tatyana.

In base alle ricostruzioni degli inquirenti e ai racconti dei testimoni, il fatto criminoso sarebbe avvenuto dopo che i due avevano bevuto troppo alcol. Quindi, non coscienti di quello che sarebbe potuto succedere.

La figlia di Aidar

Una delle testimoni del delitto, avvenuto nella città siberiana di Novokuzneck, è stata la figlia di Aidar, che, dopo avere visto il padre inchiodato a faccia in giù sul letto di casa, era corsa a chiamare aiuto.

Alcuni vicini si sarebbero, però, rifiutati di andare ad aiutare il malcapitato, sostenendo che si trattasse di una “controversia domestica”. Arrivata sul posto l’ambulanza, i medici non avevano fatto altro che accertare il decesso dell’uomo.

L’autopsia ha in seguito rivelato che l’uomo sarebbe morto per “asfissia a causa del blocco del sistema respiratorio“, in quanto la sua faccia sarebbe stata “incuneata nel materasso”, con Tatyana che, presumibilmente, si sarebbe seduta sul collo del marito.

La donna, che era abbondantemente in sovrappeso, si sarebbe infatti, tra i fumi dell’alcol, seduta in modo tale da impedire all’uomo di muoversi, per poi “soffocarlo a morte con le natiche del suo lato B“.

Voleva calmare il marito

Dopo l’arrivo della polizia, Tatyana aveva provato a discolparsi raccontando che lei aveva solamente provato a “calmare” il marito, che, dopo avere ecceduto nel bere, urlava come un ossesso. Aidar, in base alla versione della 45enne, sarebbe però improvvisamente svenuto e la vicina di casa avrebbe così chiamato un’ambulanza.

La donna è comunque finita sotto processo per la morte del coniuge; anche se non con l’accusa di omicidio volontario, ma con quella di “omicidio per negligenza“. L’imputata, che ha sempre dichiarato di non avere mai voluto uccidere Aidar, è alla fine condannata a 18 mesi di lavori correttivi.

E, inoltre, al pagamento di circa 3mila euro per “danni morali“. Questa settimana, tuttavia, gli investigatori hanno fornito alla Corte degli spunti suscettibili di aggravare la posizione processuale di Tatyana.

In base agli ultimi risultati delle indagini, lei avrebbe soffocato con le proprie natiche il malcapitato perché ubriaca e arrabbiata con quest’ultimo; la 45enne si sarebbe allora seduta sul collo del coniuge dicendogli che lo avrebbe liberato soltanto qualora lui le avesse “chiesto scusa”.

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