Morta di Covid, ma si sveglia nella bara prima di essere cremata

La donna si era ammalata di Coronavirus ed era stata respinta da diversi ospedali, poiché non c’erano letti liberi
di  Redazione
1 mese fa - 19 Maggio 2021

Morta di Covid, ma si sveglia nella bara prima di essere cremata. La credevano morta. In ambulanza era, addirittura, caduta in uno stato di incoscienza totale e il personale sanitario aveva confermato il decesso.

I familiari si stavano preparando a cremarla quando la 76enne Shakuntala Gaikwad si è risvegliata improvvisamente nella sua bara, pochi minuti prima che il suo corpo fosse bruciato. L’episodio è accaduto in India, dove il Covid-19 imperversa.

La donna si era ammalata di Coronavirus ed era stata respinta da diversi ospedali, poiché non c’erano letti liberi. In ambulanza si era sentita male, una crisi respiratoria aveva fatto credere a tutti che fosse deceduta.

Ma, poi la sorpresa dei parenti, i quali avevano riportato l’anziana al suo villaggio natale, dove erano iniziati i riti per la cremazione. Qualche istante prima di essere gettata nel fuoco la 76enne ha aperto gli occhi e per lo spavento ha iniziato a piangere.

Ne ha parlato il Daily Mail

Successivamente è stata trasferita al Silver Jubilee Hospital di Baramati per ulteriori cure. La vicenda di Shakuntala Gaikward, di cui si è occupato il Daily Mail, ha avuto eco in tutto il mondo, mentre l’India rimane ancora colpita da una feroce ondata di Coronavirus.

La nazione asiatica è in testa al mondo per numero medio giornaliero di nuovi decessi segnalati e, secondo gli ultimi conteggi, registrerebbe uno su tre decessi segnalati in tutto i continenti ogni giorno.

I recenti bollettini hanno però restituito uno scenario leggermente incoraggiante: “appena” 329.942 nuovi malati e solo 3.876 decessi. Tuttavia, la situazione sanitaria resta critica, con ospedali al collasso e con ossigeno e vaccini che scarseggiano.

Il Covid dilaga

Le autorità indiane, in ogni caso, sono in allarme non solo per il dilagare del Covid, ma anche per le “terapie alternative” anti-contagio che stanno contestualmente proliferando nel Paese. Mentre il sistema sanitario locale arranca.

Si stanno, nel frattempo, sempre più diffondendo pseudo-terapie anti-Coronavirus promosse dai sacerdoti indù, che si attengono alla medicina religiosa tradizionale. Tali antiche convinzioni sostengono che un trattamento efficace per potenziare il sistema immunitario e per combattere il Coronavirus è “il bagno negli escrementi di mucca”.

La mucca è un animale sacro per gli induisti e le sue feci e la sua urina avrebbero proprietà antisettiche e terapeutiche. La diffusione di tali pratiche terapeutiche sta suscitando allarme nella comunità scientifica indiana.

A preoccuparsi è J. A. Jayalal, presidente della Indian Medical Association, che ha subito esortato i cittadini a interrompere i riti incriminati. Il dottore ha evidenziato che gli impacchi di sterco non apportano alcun beneficio contro il Covid; gli stessi, al contrario, sarebbero fonte di pericolosissime infezioni dall’animale all’uomo.

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