Morte di Maria Cristina Pugliese, la Procura chiede l’archiviazione: i familiari pronti a opporsi
A oltre un anno dal ritrovamento della 27enne nel box doccia della sua casa a Caldiero, l’autopsia parla di asfissia meccanica ma non chiarisce la dinamica. Unico indagato il compagno
Morte di Maria Cristina Pugliese, la Procura chiede l’archiviazione: i familiari pronti a opporsi. A oltre un anno dal ritrovamento della 27enne nel box doccia della sua casa a Caldiero, l’autopsia parla di asfissia meccanica ma non chiarisce la dinamica. Unico indagato il compagno.
A più di un anno dalla morte di Maria Cristina Pugliese, la giovane di 27 anni trovata senza vita nella doccia della sua abitazione a Caldiero, nel Veronese, la Procura di Verona ha chiesto l’archiviazione dell’indagine.
La richiesta riguarda l’unico indagato per omicidio volontario, il compagno 41enne Marco Cristofori. Il corpo della ragazza era stato scoperto il 1° dicembre 2024 nel bagno di casa, con il tubo flessibile della doccia attorno al collo.
Nei giorni scorsi, martedì 10 marzo, la sostituta procuratrice Elisabetta Labate ha notificato la richiesta di archiviazione. Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, la morte sarebbe avvenuta il 30 novembre, circa 23 ore prima del ritrovamento.
L’autopsia ha indicato come causa del decesso un’asfissia meccanica e non ha rilevato segni evidenti di colluttazione o tentativi di difesa.
Gli esami, tuttavia, non sono riusciti a stabilire con precisione la dinamica dell’accaduto. Non è stato possibile chiarire se la morte sia stata provocata da un’azione di terzi, da un incidente oppure da una forma di impiccagione atipica.
La famiglia della 27enne, assistita dagli avvocati Davide Osti, Sabrina Felicioni e Riccardo Todesco, ha già annunciato l’intenzione di opporsi alla richiesta di archiviazione.
«Abbiamo riscontrato diverse incongruenze e contraddizioni. Prima di esprimere una valutazione definitiva vogliamo però analizzare tutti gli atti dell’indagine», ha dichiarato l’avvocato Osti. «In ogni caso, i familiari restano molto perplessi».