Morte di Patrizia Monteleone: arrestato l’ex marito, sannita, per omicidio volontario

Non un tragico incidente in piscina, ma un delitto maturato dopo l'ennesima lite. Carmine Civitillo, 76 anni, è in carcere con l'accusa di aver soffocato la 64enne disabile e di averla poi fatta annegare

Redazione
Morte di Patrizia Monteleone: arrestato l’ex marito, sannita, per omicidio volontario
Patrizia Monteleone

Morte di Patrizia Monteleone: arrestato l’ex marito, sannita, per omicidio volontario. Non un tragico incidente in piscina, ma un delitto maturato dopo l’ennesima lite. Carmine Civitillo, 76 anni, è in carcere con l’accusa di aver soffocato la 64enne disabile e di averla poi fatta annegare.

Non si sarebbe trattato di una tragica fatalità, ma di un omicidio premeditato nei dettagli e dissimulato come incidente domestico. È questa la drammatica svolta nelle indagini sulla morte di Patrizia Monteleone, la donna di 64 anni trovata annegata lo scorso 27 settembre nella piscina della sua abitazione a Buccinigo, frazione di Erba.

Nella giornata di sabato 31 ottobre, i Carabinieri del Comando provinciale di Como hanno arrestato l’ex marito della donna, Carmine Civitillo, 76 anni.

L’uomo, rintracciato in provincia di Benevento, si trova ora in carcere su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como con la pesante accusa di omicidio volontario pluriaggravato.

Il falso incidente e i dubbi degli investigatori

Fin dalla mattina del decesso, il racconto fornito da Civitillo aveva sollevato diversi perplessità tra gli inquirenti coordinati dalla PM Alessandra Bellù. L’uomo aveva allertato i soccorsi sostenendo di aver trovato la donna già in acqua al suo rientro a casa dopo le 12:00.

Monteleone, colpita da un grave ictus nel 2024, era rimasta semiparalizzata e non era assolutamente in grado di muoversi in autonomia sulla sedia a rotelle, specialmente nei camminamenti del giardino.

A insospettire i Carabinieri fin dalle prime battute è stato un dettaglio decisivo: al loro arrivo, la sedia a rotelle della vittima era bagnata ma si trovava a bordo vasca, fuori dall’acqua. Qualcuno la aveva estratta, lasciando però la donna a fondo piscina.

La ricostruzione e gli indizi chiave

A incastrare il 76enne sono stati gli esami medico-legali e i riscontri tecnologici. Gli accertamenti autoptici sulla salma hanno rilevato evidenti lacerazioni a livello della bocca, un segno compatibile con un’azione di soffocamento prima della caduta in acqua.

Le immagini della videosorveglianza hanno smentito l’alibi di Civitillo. L’uomo non è rientrato a casa dopo mezzogiorno come dichiarato, ma è stato ripreso mentre varcava la soglia prima delle 11:00, senza più allontanarsi dall’abitazione.

Un rapporto conflittuale

Secondo la ricostruzione degli investigatori e le testimonianze raccolte dai figli della coppia, la convivenza nella casa di Buccinigo -dove la donna era tornata a vivere con l’ex marito dopo la chiusura della sua attività aziendale- era costellata da frequenti e accesi litigi.

L’ipotesi dell’accusa è che, al culmine dell’ennesima discussione, Civitillo abbia aggredito l’ex moglie tappaandole con violenza la bocca per soffocarla, per poi spingere la carrozzina fino al bordo della piscina e farla precipitare in acqua, provocandone il definitivo annegamento. Per il 76enne si sono ora spalancate le porte del carcere.

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