Moto investe pedoni sulla corsia riservata: due morti e un ferito grave

L’incidente stradale si è verificato nella tarda serata di ieri in via Vespucci, prolungamento di via Marina, nella zona del porto di Napoli
di  Redazione
1 settimana fa - 15 Luglio 2021

Moto investe pedoni sulla corsia riservata: due morti e un ferito grave. Un tragico incidente stradale si è verificato nella tarda serata di ieri, intorno alle 23.30, in via Amerigo Vespucci, nella zona del porto di Napoli.

Prolungamento di via Marina verso la parte orientale della città. Il bilancio è di due morti e di un ferito grave. Stando a quanto si apprende, due pedoni sono stati investiti da una motocicletta, che procedeva sulla corsia centrale, quella riservata agli autobus e ai mezzi del trasporto pubblico in generale.

Due i morti

Nell’impatto, che è stato violento, il conducente del mezzo a due ruote è disarcionato ed è finito sull’asfalto: i sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il suo decesso e quello di uno dei due pedoni investiti.

L’altro, invece, è portato in gravi condizioni al vicino ospedale Loreto Mare, dove è sottoposto a un intervento chirurgico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti dell’Infortunistica Stradale della Polizia Municipale.

Erano guidati dal capitano Antonio Muriano ed hanno effettuato tutti i rilievi del caso per determinare l’esatta dinamica dell’incidente. A Torre Annunziata, nella provincia partenopea, si è invece evitata di un soffio la tragedia.

Un’automobile è rimasta incastrata tra le sbarre del passaggio a livello di via Terragneta. Il capotreno è riuscito per fortuna a fermare il convoglio prima di travolgere la vettura.

L’auto era guidata da una donna di 57 anni di Castellammare di Stabia, che è poi denunciata dai carabinieri per interruzione di pubblico servizio, dal momento che la circolazione ferroviaria è rimasta bloccata per venti minuti. (Fonte fanpage.it)

Uccisa dall’ex nel Napoletano, 47enne condannato a 16 anni

La Corte di Assise di Napoli (presidente Cristiano) ha condannato a 16 anni di reclusione Vincenzo Garzia, il 47enne di Arzano (Napoli) arrestato dai carabinieri il 15 ottobre 2020 con l’accusa di avere aggredito e picchiato a morte la compagna, Lucia Caiazza, deceduta in ospedale il 14 maggio 2020, diversi giorni dopo le percosse. Il giudice ha deciso anche di concedere a ciascuna figlia una provvisionale di 30mila euro.

Infine, Garzia, dopo avere scontato la pena, dovrà essere sottoposto a tre anni di libertà vigilata. Il sostituto procuratore di Napoli Nord Barbara Buonanno, che lo scorso 7 luglio, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 20 anni di reclusione, dello scorso 7 luglio, ha contestato a Garzia l’omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.

La morte di Lucia, che aveva appena 52 anni, secondo quanto è emerso dall’autopsia, è determinata dalle botte – subìte senza fiatare – tra le mura di casa, tra il 4 e il 10 maggio 2020, quando il lockdown si stava avviando a conclusione.

Per le conseguenze di quelle violenze, secondo gli investigatori, Lucia, che non ha mai denunciato l’ex, fu costretta a recarsi in ospedale per forti dolori all’addome. Lì poi, malgrado le cure dei sanitari, morì.

Presenti, in aula, le due figlie della vittima, Sara e Rosa, rappresentate durante il processo dall’avvocato Sergio Pisani. Le due donne, dopo la lettura della sentenza, sono scoppiate in un pianto liberatorio.

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