Muore suicida in cella il presunto killer di Tiziana Gentile

Gerardo Tarantino, il 46enne di Orta Nova, in carcere per l’omicidio della bracciante agricola Tiziana Gentile avvenuto il 26 gennaio scorso, si è tolto la vita nel bagno della cella del carcere di Foggia
di redazione
2 settimane fa
3 Aprile 2021

Muore suicida in cella il presunto killer di Tiziana Gentile. Gerardo Tarantino, accusato di aver ucciso Tiziana Gentile, la bracciante agricola di Orta Nova assassinata nella sua abitazione lo scorso 26 gennaio, è trovato senza vita nel bagno della cella in cui era rinchiuso nel carcere di via delle Casermette di Foggia.

A quanto si apprende, si sarebbe impiccato. L’uomo era sottoposto a sorveglianza a vista, come aveva chiesto il suo difensore l’avvocato Michele Sodrio, quando pochi giorni dopo il suo arresto aveva tentato una prima volta di togliersi la vita.

Poche ore fa il secondo tentativo e la morte. L’avvocato Michele Sodrio vuole andare fino in fondo e vederci chiaro: “Vogliamo sapere se si è trattato di un suicidio o se è stato ‘suicidato’ da qualcuno”.

Il fatto

Il 26 gennaio i carabinieri lo avevano trovato sulle scale del condominio del piccolo comune in provincia di Foggia, un piano sotto a quello dell’appartamento della vittima con le mani ricoperte di sangue, una profonda ferita ad un dito e diverse escoriazioni al volto e al collo, in pieno stato di agitazione e farneticante.

Il delitto era avvenuto tra le mura in cui Tiziana, 48 anni viveva sola. I soccorsi erano stati allertati dai vicini allarmati per le urla che provenivano dall’abitazione. La 48enne sarebbe stata colpita più volte con un coltello.

Prima dell’omicidio Tarantino aveva scritto un messaggio ambiguo al figlio minorenne: “Sarò latitante, sono pericoloso. Vivrò mangiando erba. Difendi le nostre proprietà”. Quello di Tarantino è il secondo suicidio in meno di una settimana che si verifica nelle carceri pugliesi. Il primo qualche giorno fa nel carcere di Bari.

Vaccini: Puglia, tra ‘furbetti dosi’ minori e finti volontari

Tra dicembre e febbraio in Puglia c’è stata una corsa alle vaccinazioni. La volata però non ha riguardato over 80, fragili o ammalati allettati, ma minorenni e gente che si è iscritta alle associazioni di volontariato per poi sventolare la tessera e pretendere il vaccino, beneficio questo che è concesso.

Sono alcuni dei dati che emergerebbero dalle inchieste del Nucleo ispettivo regionale sanitario pugliese (Nirs) su quanti si sarebbero vaccinati non avendone diritto. Secondo le indagini, dallo scorso dicembre a metà febbraio in Puglia alcune decine di minorenni, tra i 14 e i 17 anni, sono riusciti a vaccinarsi pur non avendone diritto.

Con loro anche alcune decine di persone che hanno approfittato della dicitura ‘volontari’ ai quali era concesso il vaccino prima di una circolare regionale che ne ha specificato la tipologia, ovvero i volontari del servizio 118.

Quelli che portano le bombole a casa dei pazienti con il Covid, e quelli che lavorano nel servizio di emergenza-urgenza. Su come i minorenni abbiano potuto ottenere la vaccinazione, il coordinatore del Nirs, avvocato Antonio La Scala, non sa dare una spiegazione.

“Non so come abbiano fatto, quel che è certo è che non ne avevano assolutamente diritto”. Gli “sleali” che si sono vaccinati senza averne diritto. Rimarca La Scala. “Hanno tolto il vaccino a persone che ne avevano bisogno e che poi, in molti casi, sono morte”.