Musica in lutto, è morto Gianni Cazzola: il leggendario batterista jazz si accascia sul palco durante un’esibizione
Addio al "re del swing" italiano. Il grande musicista si è accasciato durante un concerto al Gemia Swing Club di Busto Arsizio
Musica in lutto, è morto Gianni Cazzola: il leggendario batterista jazz si accascia sul palco durante un’esibizione. Addio al “re del swing” italiano. Il grande musicista si è accasciato durante un concerto al Gemia Swing Club di Busto Arsizio.
È morto esibendosi, con le bacchette in mano, l’inconfondibile ritmo nel sangue e la passione di una vita intera. Gianni Cazzola, uno dei batteristi più autorevoli, influenti e amati della storia del jazz italiano, si è spento all’età di 88 anni nella serata di sabato 18 luglio 2026.
L’artista è stato colto da un improvviso e fatale malore proprio mentre si trovava sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio (Varese), la città che lo aveva accolto e in cui risiedeva dal lontano 1964.
Cazzola si è accasciato improvvisamente davanti agli occhi del suo pubblico. Nonostante la tempestività dei soccorsi e il trasporto d’urgenza in ospedale, per il maestro non c’è stato nulla da fare.
Soltanto lo scorso 9 maggio aveva festeggiato il suo 88° compleanno nello stesso club, celebrando la ricorrenza nell’unico modo che conosceva: facendo risuonare i suoi tamburi.
Il commosso omaggio di Tullio De Piscopo
A dare per primo la notizia della scomparsa è stato un altro gigante della batteria e suo fraterno amico, Tullio De Piscopo, che ha affidato ai social un ricordo denso di commozione e nostalgia per un legame nato nel lontano 1965 a Bologna.
«Notizia bastarda che mi ha strappato il cuore», ha scritto il musicista partenopeo. «Con te bastava uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i nostri tamburi. Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel cuore di tutti i musicisti. Ciao Gianni, continua a improvvisare anche da lassù».
Sessant’anni di carriera: da Billie Holiday a Mina
Nato a San Giovanni in Persiceto (Bologna) il 9 maggio 1938, Cazzola ha rappresentato la storia vivente del jazz nel nostro Paese. Il suo debutto professionale risale al 1957, non ancora ventenne, al fianco di Franco Cerri, per poi entrare nel celebre Quintetto Basso-Valdambrini.
In quasi sette decenni di attività senza sosta, ha condiviso il palco e lo studio di registrazione con le più grandi stelle del firmamento jazzistico mondiale: Billie Holiday, Chet Baker, Gerry Mulligan, Dexter Gordon, Lee Konitz, Phil Woods, Sarah Vaughan, Tommy Flanagan ed Helen Merrill.
Nel 1988 fondò l’Italian Repertory Quartet e in seguito legò il suo nome al trio di Dado Moroni, diventando un volto simbolo di Umbria Jazz. Il suo tocco raffinato ha lasciato un segno indelebile anche nella musica leggera italiana. Suonando nell’orchestra di Pino Presti, incise le batterie di capolavori immortali della musica italiana come Grande, grande, grande ed E penso a te.
Consacrato dall’Enciclopedia Treccani tra i massimi esponenti del jazz nostrano, Cazzola lascia un vuoto incolmabile nella cultura musicale italiana. I funerali del maestro saranno celebrati domani, martedì 21 luglio 2026, alle ore 14:00, presso la chiesa di Sant’Edoardo a Busto Arsizio.