Napoli: clochard muore sulla fontana in piazza Municipio
La vittima è un 57enne di origini indiane con residenza a Reggio Emilia. Il corpo è stato notato dai passanti sul muretto marmoreo. Probabile malore per il caldo
Napoli: clochard muore sulla fontana in piazza Municipio. La vittima è un 57enne di origini indiane con residenza a Reggio Emilia. Il corpo è stato notato dai passanti sul muretto marmoreo. Probabile malore per il caldo.
Un’altra drammatica morte invisibile colpisce le strade di Napoli, in un inizio d’estate che si preannuncia caldissimo. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 24 giugno 2026, un uomo senza fissa dimora di 57 anni è stato trovato privo di vita in pieno centro, in piazza Municipio, a pochi passi dall’ingresso di Palazzo San Giacomo.
A stroncare l’uomo è stato con ogni probabilità un malore fulmineo, acuito dalle temperature elevate che oggi in città hanno toccato una massima di 33°C all’ombra.
Il ritrovamento davanti al Comune
La tragedia si è consumata sotto gli occhi dei passanti e dei turisti che affollano quotidianamente la monumentale piazza napoletana. L’uomo era riverso sul marmo del muretto che perimetra la fontana della piazza.
Alcuni cittadini, accorgendosi dell’immobilità prolungata del cinquantasettenne, si sono diretti verso gli agenti della Polizia Locale in presidio fisso all’ingresso del Municipio per lanciare l’allarme.
Sul posto è giunta in pochi minuti un’ambulanza del 118, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il corpo non presentava alcuna traccia di lesioni o segni di colluttazione, elemento che ha spinto i medici e le forze dell’ordine a ipotizzare fin da subito cause naturali, con un arresto cardiocircolatorio favorito dal forte stress termico di queste ore.
L’identificazione della vittima
I successivi accertamenti sui documenti rinvenuti addosso all’uomo hanno permesso di tracciarne parzialmente la storia. Si tratta di un cittadino di origini indiane, regolare sul territorio nazionale ed in possesso di una carta d’identità italiana.
Il documento riportava l’iscrizione anagrafica nel comune di Reggio Emilia, ma l’uomo si era spostato nel capoluogo campano dove viveva ormai in condizioni di estrema marginalità sociale.