Nardò (Le): dormono a terra in attesa di raccogliere le angurie

Braccianti immigrati assembrati e abbandonati a Boncuri
1 settimana fa
28 Giugno 2020
di redazione

Nardò (Le): dormono a terra in attesa di raccogliere le angurie. Braccianti immigrati assembrati e abbandonati a Boncuri. 200 braccianti agricoli, per lo più immigrati, sono assembrati e abbandonati da giorni fuori i cancelli del campo di Boncuri a Nardò, in provincia di Lecce.

Il campo però è chiuso da tempo, nonostante i proclama di Comune e Regione e lo spreco delle luci sempre accese, anche di giorno. In attesa della riapertura, i raccoglitori di angurie non si allontanano da Boncuri e dormono sui cartoni, tra la spazzatura.  Sulla ghiaia si intravedono giacigli improvvisati e indumenti lasciati ad asciugare.

Aumenta il numero dei braccianti assembrati

Dicono di essere circa 40 e di scendere dalla Campania e che tra poche ore li raggiungeranno anche altrettanti «siciliani». Perdura quindi la miopia dell’accoglienza dei braccianti migranti in Puglia. L’anno scorso il campo attrezzato dalla Regione era stato aperto in luglio e anche quest’anno si rischia la stessa situazione.

La degradata condizione dei campi

La zona presenta un evidente stato di fatiscenza. Come ad esempio il recinto con i container lasciato nella zona industriale in completo stato di abbandono, dopo l’utilizzo dello scorso anno. Inoltre, in piena luce solare ci sono tutti gli enormi fari alogeni accessi.

Gli immigrati che dormono sotto i cancelli aspettano disperatamente di lavorare. E sono del Gambia, Mali, Senegal.
Per mangiare, una volta al giorno, vanno alla mensa Caritas, in Centro storico. A piedi, lungo una strada pericolosissima.

La mensa della Caritas (quest’anno il vitto nel campo sarà gestito dalla Croce rossa italiana) ha infatti già una ventina di ospiti in più rispetto ai soliti 130. E non potrà reggere l’impatto del raddoppio di pasti da fornire.
Se la foresteria non parte per tempo, dunque, anche i volontari non reggeranno.

Donatella Tanzariello, del Coordinamento interprovinciale per la tutela lavoratori migranti in agricoltura ha dichiarato: «Le condizioni igienico sanitarie dei migranti sono gravissime, non hanno a disposizione ne’ acqua, ne’ giacigli dignitosi, ne’ spazi o strumenti per la minima sussistenza.»

Mariagrazia Veccaro

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