Ndrangheta, arrestato ex assessore: “Era il politico di riferimento della cosca Serraino”

2 settimane fa
15 Ottobre 2020
di redazione

Ndrangheta, arrestato ex assessore: “Era il politico di riferimento della cosca Serraino”. Fermato Seby Vecchio: il clan gli assicurava “consistenti pacchetti di voti in occasione delle elezioni”.

C’è anche l’ex assessore comunale di Reggio Calabria Seby Vecchio tra gli arrestati dalla squadra mobile e dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta Pedigree 2 contro la cosca Serraino.

È accusato di associazione mafiosa. Per il procuratore Giovanni Bombardieri e per i sostituti della Dda Stefano Musolino, Sara Amerio e Walter Ignazitto era lui il “politico di riferimento della cosca”.

Il clan gli assicurava “consistenti pacchetti di voti in occasione delle elezioni” e lui “sfruttava il ruolo di consigliere e assessore comunale per garantire favori ai membri della cosca di appartenenza e agli esponenti di altre articolazioni della ‘ndrangheta reggina”.

È proprio il nuovo pentito a spiegare che “Seby Vecchio una settimana prima che ci arrestassero ci rassicuro? circa il fatto che non correvamo (noi del gruppo Serraino) particolari rischi giudiziari.

Parlo? con me una domenica mattina dopo il mio rientro da Verona. Ci siamo visti a San Sperato al bivio dopo Cataforio”.

Ma Seby Vecchio non era solo un politico

Assistente capo della polizia, infatti, l’arrestato avrebbe assicurato “protezione ai sodali” e avrebbe procurato “notizie riservate sulle indagini in corso”.

Avrebbe inoltre agevolato – è scritto nel capo di imputazione – “la latitanza dei capi della cosca che intendevano sottrarsi alla cattura”.

E supportato “gli interessi economici del sodalizio e dei suoi capi, agevolando l’apertura di attività commerciali ed instaurando rapporti societari di fatto (tramite il ricorso a fittizie intestazioni) per consentire l’avviamento di nuove attività imprenditoriali e scongiurare il rischio di sequestri”.

Oltre a Seby Vecchio, il provvedimento di fermo è eseguito nei confronti di altri quattro soggetti

Infatti, in carcere sono finiti Antonio Serraino detto “Nino”, Francesco Russo detto “Ciccio lo Scalzo”, Antonino Fallanca e Paolo Russo alias “Zamburro”.

Quest’ultimo assieme a “Ciccio Lo Scalzo” organizzava “i riti di affiliazione dei nuovi adepti e di conferimento delle doti di ndrangheta, partecipando alle relative cerimonie”.

Dopo essere stato eletto dalla ‘ndrangheta, secondo le accuse Vecchio voleva allontanarsi e non rispettare i patti.

A proposito, sempre il pentito Fregona ha spiegato che “all’inizio voleva fare il bravo ragazzo Sebastiano Vecchio, allontanarsi ….gli hanno preso fuoco due macchine.

Voleva fare tutto il bravo… Abbiamo chiamato dice gli hanno bruciato due macchine perche?…ha fatto…il pezzo di merda come si dice… I favori sono posti di lavoro”.

L’ex assessore è accusato anche di intestazione fittizia perché aveva intestato al figlio Mattia la titolarità e la formale disponibilità dei ricavi e del patrimonio aziendale riferibili alla “Al Mattyla Associazione Culturale Enogastronomica”.

Tale associazione operava, di fatto, alla stregua di un esercizio commerciale per la somministrazione di cibi e bevande, quale “Ristorante Al Mattyla”.

La realtà, secondo la Procura, è che i proprietari erano il boss Maurizio Cortese e Domenico Morabito.

“La polizia di stato – ha spiegato il questore Bruno Megale – ha al proprio interno gli anticorpi capaci di neutralizzare gli elementi infedeli e le mele marce.

L’arresto di Seby Vecchio e la più lampante testimonianza di questo”.

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