Nico Fidenco è morto. Legata a un granello di sabbia un suo successo


Nico Fidenco è morto. Legata a un granello di sabbia un suo successo

Nico Fidenco è morto. Legata a un granello di sabbia un suo successo. È morto il cantante Nico Fidenco. Aveva 89 anni. La notizia è stata confermata dalla moglie Annamaria e dalla figlia Guendalina.

Nel corso della sua straordinaria carriera, è stato autore di grandi successi come Legata a un granello di sabbia, che fu il primo 45 giri a superare il milione di copie vendute. Suoi anche i brani Con te sulla spiaggia, Come nasce un amore, Se mi perderai e A casa di Irene.

La vita artistica di Nico Fidenco

In un’intervista rilasciata a Marco Annicchiarico, il cantante tentò di spiegare ai giovani chi fosse Nico Fidenco negli anni ’60. Si descrisse con queste parole: “Era un ragazzo che voleva fare il regista.

Avevo vinto il concorso per accedere al Centro Sperimentale di Cinematografia, sostenendo l’esame con Rossellini. Fu proprio grazie a lui, che mi scelse, che potei frequentare il Centro Sperimentale.


Mi trovai di fronte ad artisti del calibro di Rossellini e di Giulio Blasetti. Dopo un anno e mezzo di studi, lasciai il Centro Sperimentale, pensando fosse tempo perso. E così cominciai a fare altri lavoretti“.

E da lì, iniziò la sua carriera nella musica, con qualche perplessità iniziale. Infatti, preferì non esporsi con il suo vero nome e scegliere un nome d’arte.

Scelse il nome d’arte Nico Fidenco

All’anagrafe si chiamava Domenico Colarossi, scelse un nome d’arte perché all’inizio si vergognava di avere intrapreso la carriera di cantante: “Mi vergognavo di iniziare a fare questo lavoro. E allora la mia fidanzata, che era la figlia dello sceneggiatore e regista Vittorio Mertz, mi consigliò di scegliere uno pseudonimo.

Ne mandai una decina alla Siae che mi rispose dopo qualche settimana, comunicandomi di aver scelto Nico Fidenco. Inizialmente era il mio pseudonimo come autore, ma poi quando ho inciso il primo disco con la RCA, scelsi di tenerlo anche come cantante. E dopo cinquant’anni, posso dire che mi ha portato bene“.



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Redazione L'inserto

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