Niscemi: crolla una palazzina sul costone. Scuole riaperte, resta l’emergenza

L'edificio è precipitato a pochi passi dal punto simbolo dell'auto sospesa nel vuoto. Dopo una riunione in Prefettura è stato deciso di spostare gli alunni in plessi sicuri

Redazione
Niscemi: crolla una palazzina sul costone. Scuole riaperte, resta l’emergenza

Niscemi: crolla una palazzina sul costone. Scuole riaperte, resta l’emergenza. L’edificio è precipitato a pochi passi dal punto simbolo dell’auto sospesa nel vuoto. Dopo una riunione in Prefettura è stato deciso di spostare gli alunni in plessi sicuri.

Un’altra ferita si apre sul costone di Niscemi. Una palazzina di tre piani è crollata nel quartiere Sante Croci, una delle zone più esposte al rischio di dissesto idrogeologico.

L’edificio sorgeva a ridosso del punto diventato simbolo dell’emergenza, dove un’automobile è rimasta pericolosamente in bilico sul precipizio.

Da oltre 48 ore piove senza sosta e il terreno continua a cedere. Altri edifici adiacenti alla palazzina crollata, anch’essi sospesi sul costone instabile, mostrano profonde lesioni e squarci.

Dall’alto, negli immobili ancora in piedi, sono visibili frammenti di stanze, mobili, elettrodomestici e, in alcuni casi, fotografie di famiglie con bambini appese alle pareti: immagini che raccontano la fragilità di un quartiere ormai segnato dal dissesto.

Le abitazioni si sgretolano lentamente, fino al cedimento definitivo, come accaduto alla palazzina collassata nelle ultime ore.

Nel frattempo, la macchina dei soccorsi e dell’emergenza è al lavoro per garantire il ritorno alla normalità, almeno sul fronte scolastico. Lunedì le scuole riapriranno regolarmente: gli studenti dei due istituti dichiarati inagibili a causa della frana saranno temporaneamente trasferiti in altri plessi.

La decisione è stata assunta nel corso della riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi, convocata nella sala della Protezione civile della Prefettura di Caltanissetta.

Il vicario del prefetto ha spiegato che, sotto il coordinamento della Prefettura, sono state completate tutte le attività necessarie per consentire la ripresa delle lezioni già all’inizio della settimana.

Il rischio legato alla frana di Niscemi, però, non è una novità. Già nell’ottobre del 1997 le autorità avevano definito urgenti il monitoraggio dell’area e gli interventi di messa in sicurezza, come attestato da un’ordinanza pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che prevedeva anche fondi dedicati al dissesto idrogeologico e all’emergenza idrica in Sicilia, mai utilizzati.

L’allora sottosegretario alla Protezione civile, Franco Barberi, parlò apertamente di una frana evitabile, attribuendola a una grave mala gestione del territorio.

I tecnici riscontrarono infatti l’assenza totale di sistemi di drenaggio e il riversamento incontrollato di acque bianche e nere in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico.

Una situazione definita da Barberi «ordinaria malamministrazione», che avrebbe prodotto danni irreparabili e reso necessario un complesso percorso di risanamento e ricostruzione.

Oggi, a distanza di anni, il crollo della palazzina di Sante Croci riporta al centro dell’attenzione una ferita mai realmente sanata: quella di un territorio fragile, dove il rischio annunciato continua a trasformarsi in emergenza.

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