Niscemi: la frana continua a scivolare. Nuovi crolli

Un altro edificio ha ceduto. I Vigili del Fuoco segnalano il dissesto attivo, mentre la città vive tra paura, scuole riaperte e strade ancora bloccate

Redazione
Niscemi: la frana continua a scivolare. Nuovi crolli

Niscemi: la frana continua a scivolare. Nuovi crolli. Un altro edificio ha ceduto. I Vigili del Fuoco segnalano il dissesto attivo, mentre la città vive tra paura, scuole riaperte e strade ancora bloccate.

La terra continua a muoversi e il pericolo non è ancora passato. A Niscemi la frana resta attiva e instabile, con nuovi crolli e distacchi segnalati lungo il fronte interessato dallo smottamento.

A lanciare l’allarme sono i Vigili del Fuoco, impegnati senza sosta in un’area definita ad alto rischio, dove il dissesto continua a evolversi in modo imprevedibile.

Nei giorni scorsi è crollata un’altra palazzina di tre piani, mentre ulteriori cedimenti sono stati registrati in diverse zone adiacenti. Dai sopralluoghi tecnici emerge un quadro chiaro.

Il terreno è ancora in movimento e il rischio di nuovi collassi resta concreto, con possibili coinvolgimenti di edifici già strutturalmente compromessi. Per questo l’area resta sotto stretta sorveglianza.

Nonostante la situazione di allerta, oggi, 2 febbraio, le scuole hanno riaperto. Una decisione che ha diviso la città tra la volontà di tornare alla normalità e la preoccupazione di chi vive a ridosso della zona rossa.

Sono 137 gli edifici considerati a rischio e numerose famiglie chiedono almeno di poter rientrare temporaneamente nelle abitazioni per recuperare beni personali e documenti, sotto il controllo delle squadre di emergenza.

Sul posto continuano a operare Vigili del fuoco, Protezione civile e Genio militare, impegnato nelle operazioni di liberazione e messa in sicurezza delle strade per ripristinare la viabilità.

Resta critica anche la situazione dell’edificio che ospita la biblioteca comunale “Angelo Marsiano”, dove migliaia di volumi di storia siciliana sono minacciati dal dissesto.

La vicenda è arrivata anche sul tavolo politico nazionale. Il ministro per la Protezione civile è atteso in Aula il 4 febbraio, mentre le opposizioni chiedono un coinvolgimento diretto del governo.

Intanto il caso Niscemi riaccende il dibattito sul rischio idrogeologico in Italia: secondo i dati della Società Italiana di Geologia Ambientale, milioni di edifici sorgono in aree vulnerabili, spesso senza che i cittadini ne abbiano piena consapevolezza al momento dell’acquisto.

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