“No a giudici donne”, “Le madri devono stare a casa con i figli”: frasi choc all’Università di Bari

La lezione shock di Bioetica all'Università di Bari. "Non ci possono essere giudici donne
2 settimane fa
18 Novembre 2020
di redazione

“No a giudici donne”, “Le madri devono stare a casa con i figli”: frasi choc all’Università di Bari. La lezione shock di Bioetica all’Università di Bari. “Non ci possono essere giudici donne, perché giudicare vuol dire essere imparziali e le donne invece sono condizionate dall’emotività”.

“Chi non è cresciuto dalla madre nei primi due-tre anni di vita a 30 anni sviluppa delle psicopatie”; “Le coppie omosessuali non possono crescere figli”; “Se uno è un criminale i figli ereditano qualcosa” e, per finire, “Se fai l’aborto uccidi una persona, perché il dna dalla prima cellula resta inalterato”.

E’ un elenco di frasi shock la lezione di Bioetica che il professore Donato Mitola ha tenuto on line agli studenti del primo anno di Medicina dell’Università di Bari.

Frasi a cui qualcuno ha cercato di controbattere, ottenendo però il risultato opposto: il docente è andato ancora più a fondo, con grande stupore degli studenti, che poi hanno fatto circolare i video nelle chat di amici e parenti.

Mitola – considerato un esperto di bioetica e in quanto tale invitato a eventi e convegni – compare nell’elenco dei Cultori della materia del dipartimento interdisciplinare di Medicina dell’ateneo barese.

Pm arrestati: ex gip Nardi condannato a 16 anni e 9 mesi

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato alla pena di 16 anni e nove mesi di reclusione l’ex gip di Trani Michele Nardi, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari e al falso. I pm avevano chiesto la condanna a 19 anni e 10 mesi.

Nardi, che è ai domiciliari, fu arrestato nel gennaio 2019 assieme all’allora pm tranese Antonio Savasta (condannato a 10 anni di reclusione con rito abbreviato) con l’accusa, contestata ad entrambi, di aver garantito esiti processuali favorevoli in diverse vicende giudiziarie e tributarie.

Esiti processuali in favore di imprenditori coinvolti nelle indagini in cambio di ingenti somme di danaro; e, in alcuni casi, di gioielli, diamanti e varie utilità. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2014 e il 2018.

Il Tribunale ha condannato a 9 anni e 7 mesi di reclusione l’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro, ritenuto complice dell’ex pm Savasta; 6 anni e 4 mesi sono stati inflitti all’avvocatessa barese Simona Cuomo; 5 anni e 6 mesi a Gianluigi Patruno; 4 anni e tre mesi a Savino Zagaria, cognato dell’ex magistrato Savasta.

I giudici hanno disposto la confisca dei beni per ciascun imputato per 2,2 milioni di euro. Ed hanno disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti gli imputati; fatta eccezione per Zagaria per il quale l’interdizione avrà durata pari alla pena inflitta.

L’avvocatessa Cuomo è interdetta dalla professione per tutta la durata della pena. Nei confronti di Nardi e Di Chiaro è dichiarato estinto il rapporto di pubblico impiego. Nardi non era presente al momento della lettura del dispositivo, ma ha atteso i suoi legali fuori dall’aula.