Non ce l’ha fatta l’operaio 60enne caduto ieri da una scala, è morto

di  Redazione
3 settimane fa - 7 Luglio 2021

Non ce l’ha fatta l’operaio 60enne caduto ieri da una scala, è morto. È deceduto all’Ospedale Civile di Brescia l’operaio 60enne che era rimasto coinvolto ieri in un drammatico infortunio di lavoro in un cantiere di Zanano, quartiere di Sarezzo in provincia di Brescia..

L’uomo era in cima ad una scala quando è improvvisamente precipitato, riportando ferite che si sono rivelate fatali. Un dramma sulla cui dinamica hanno cercato di fare luce le indagini condotte nelle scorse ore dai tecnici delle Medicina del Lavoro dell’Ats e dei Carabinieri della Compagnia di Gardone Valtrompia.

Da quanto sarebbe emerso, le forze dell’ordine ritengono che la vittima – Roberto Bigini, nato in Toscana, ma da oltre 20 anni residente a Brescia -, fosse al lavoro senza regolare contratto.

Senza contratto

Gli inquirenti non hanno infatti trovato elementi di riscontro che giustificassero la presenza del 60enne nel cantiere fra la documentazione esaminata fino ad ora.

Quanto alla sequenza fatale, Bigini si trovava sopra una scaletta nel cantiere allestito in via Galilei, nella zona industriale della frazione saretina, quando avrebbe all’improvviso perso l’equilibrio.

Precipitando, poi, per meno di due metri, ma battendo violentemente il capo a terra. Immediatamente, appena accortosi della rovinosa caduta. il collega che era con lui ha lanciato l’allarme.

Il 60enne ha lottato per la vita in ospedale per una notte, benché le sue condizioni fossero state valutate come molto critiche dal personale medico che aveva prestato le prime cure all’operaio.

In mattinata, purtroppo, il tragico epilogo. L’uomo è stato dichiarato clinicamente morto e i familiari, con un esemplare gesto altruistico, hanno autorizzato il prelievo degli organi per la donazione degli stessi.

Bimba morta per un’otite non curata, due anni alla pediatra

Il gip del Tribunale di Brescia ha condannato a due anni per omicidio colposo la pediatra di Nicole Zacco. Si tratta della bambina di 4 anni morta nel 2018 a causa di un’infezione derivata da un’otite non curata.

«Superficiale e poco accorta. Ha abbattuto pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina» avevano scritto i consulenti medici della Procura di Brescia. L’avvocato della dottoressa bresciana – ora in pensione – aveva chiesto l’assoluzione.

«Nessuno mi ridarà indietro mia figlia, ma con questa sentenza otteniamo almeno un po’ di giustizia per quanto è accaduto» ha commentato il padre della bambina presente in aula. Proprio i genitori avevano acconsentito al prelievo e alla donazione degli organi della piccola, alcuni dei quali ora continuano a vivere in altri bimbi.

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