Non è L’Arena: cantante perseguitata da Antonio Di Fazio, ecco chi era

di  Redazione
3 settimane fa - 30 Maggio 2021

Non è L’Arena: cantante perseguitata da Antonio Di Fazio, ecco chi era. Non è L’Arena nella puntata in onda domenica 30 maggio ha affrontato il caso dell’imprenditore Antonio Di Fazio, arrestato per presunti abusi sessuali dopo la denuncia di una ragazza.

Il manager finito in manette a Milano è accusato di aver narcotizzato una giovane studentessa e poi di aver abusato di lei. Il giudice delle indagini preliminari lo ha definito un “moderno Barbablù”, che avrebbe somministrato benzodiazepine alla ragazza.

Non solo lo avrebbe fatto  anche ad altre presunte vittime, in modo da stordirle e abusare di loro sessualmente. Giletti manda in onda il racconto della vittima che avrebbe subito violenze dal manager farmaceutico: “Mi ha offerto un caffè – racconta – subito dopo ero confusa e molto debole”.

Colpo di scena

Il colpo di scena arriva quando parte il collegamento con Francesco Capozza giornalista che era stato chiamato a una collaborazione, e che al conduttore rivela: “L’ho conosciuto come una persona cordiale, tranquilla, affabile”.

Capozza parla dei rapporti con il manager farmaceutico e rivela il nome della cantautrice della quale Antonio Di Fazio era ossessionato. O meglio conferma al conduttore che la cantante stalkerizzata era Paola Turci.

Per lei l’imprenditore – secondo quanto rivela Capozza e conferma Giletti – aveva completamente perso la testa: l’avrebbe stalkerizzata presentandosi come ha fatto a Firenze con cento rose al suo concerto.

Il manager usava Capozza per cercare in tutti i modi di avere rapporti con la cantante ma lo stesso Capozza rivela di non avergli mai dato il suo cellulare.

“Si vedeva che era un uomo facoltoso – racconta. Poi dopo qualche tempo mi ha chiamato e mi ha invitato a prendere un caffè a casa sua, E lui mi ha offerto di curare la sua comunicazione. Avevamo un accordo di 10 mila euro al mese per un anno.

Il cliente importante

Io avevo una piccola società di comunicazione quindi un cliente del genere era un cliente importante. Mi ha pagato regolarmente per un piano di comunicazione e di marketing per le sue aziende che io mai ho visitato.

La storia della cantautrice? Lui era ossessionato da questa donna e sapeva che io conoscevo questa persona e mi ha chiesto di accompagnarlo a questo concerto e mi ha chiesto di presentargliela .

Si muoveva con una sorta di guardia del corpo che gli faceva largo fra la folla. Arrivava fin sotto il palco. Una settimana dopo ha portato un mazzo di rose rosse a un altro concerto ed è arrivato fino al camerino”.

“L’obiettivo era arriva a Paola Turci” ricostruisce Giletti. “Lui ha preso me perché sapeva che poteva arrivare a questa persona” conferma Capozza fino a rivelare di aver sborsato “120 mila euro per incontrarla”.

“Non ho capito cosa faceva Capozzi – commenta Nunzia De Girolamo in collegamento con Giletti – Lo retribuiva per arrivare a lei?”.

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