Oggi è la domenica delle Palme. Il significato dei rami di ulivo

È una giornata carica di simbolismo che unisce il trionfo alla sofferenza, facendo da ponte tra la gioia dell'accoglienza e l'imminente dramma della Passione

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Oggi è la domenica delle Palme. Il significato dei rami di ulivo
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Oggi, domenica 29 marzo 2026, la Chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane celebrano la Domenica delle Palme, un momento di grande suggestione che apre ufficialmente i riti della Settimana Santa.

È una giornata carica di simbolismo che unisce il trionfo alla sofferenza, facendo da ponte tra la gioia dell’accoglienza e l’imminente dramma della Passione.

Cosa si celebra oggi?

La ricorrenza ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, descritto in tutti e quattro i Vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).

Secondo le Scritture, Gesù entrò in città a cavallo di un asino (segno di umiltà e pace, in contrasto con il cavallo usato dai conquistatori bellici).

La folla, accorsa per la festa della Pasqua ebraica, lo acclamò come Messia, stendendo a terra i propri mantelli e agitando fronde di alberi al grido di “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.

Durante la messa di oggi, il sacerdote non indossa il viola della Quaresima ma il rosso, colore del sangue e del martirio, poiché si legge il brano del Vangelo che narra la Passione di Cristo.

Perché usiamo i rami d’ulivo (e di palma)?

Sebbene il nome della festa richiami le “palme”, in Italia e in gran parte del Mediterraneo è l’ulivo il protagonista assoluto della benedizione. Ecco perché:

Il significato biblico

Nei testi originali si parla di “rami di palma” (simbolo di vittoria, ascensione e regalità nell’antichità). Tuttavia, l’ulivo è altrettanto centrale nella simbologia cristiana: rappresenta la pace e l’alleanza tra Dio e l’uomo (pensiamo alla colomba del diluvio universale).

Una questione di territorio

Nelle zone dove le palme erano rare, si iniziarono a usare i rami degli alberi locali. L’ulivo, essendo pianta sempreverde e diffusissima in Italia (dalla Campania fino alla Puglia e alla Toscana), è diventato il sostituto naturale delle palme mediorientali.

Il valore del rametto benedetto

Una volta benedetti durante la processione di stamattina, i rami d’ulivo vengono portati a casa dai fedeli come segno di pace. Si conservano tutto l’anno per proteggere l’abitazione.

Spesso vengono scambiati tra amici e parenti come gesto di riconciliazione. L’anno successivo, i rami secchi vengono bruciati per creare le ceneri utilizzate nel Mercoledì delle Ceneri, chiudendo un ciclo liturgico perfetto.

Maria Laudando

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