Omicidio a Gragnano: Alfonso Cesarano, 34enne freddato con cinque colpi, il pastificio sotto shock
Nella tarda serata del 30 agosto 2025, in via Cappella della Guardia a Gragnano, Alfonso Cesarano, 34 anni, è stato ucciso a colpi di pistola. La città e il suo pastificio vivono ore di paura e sgomento.
Gragnano (NA), 30 agosto 2025 – Una sparatoria avvenuta poco dopo le 22 di ieri ha scosso la provincia napoletana. Alfonso Cesarano, 34 anni, titolare di un pastificio locale, è stato raggiunto da cinque colpi di pistola mentre rientrava a casa in via Cappella della Guardia. Soccorso immediatamente, è morto sul posto davanti ai carabinieri e ai sanitari del 118.
Secondo le prime ricostruzioni, due uomini a bordo di uno scooter si sarebbero avvicinati all’imprenditore e avrebbero esploso i colpi a distanza ravvicinata. Cesarano era già noto alle forze dell’ordine: nel 2023 era sopravvissuto a un agguato armato, segnale di una tensione mai sopita con i clan della zona.
La dinamica e le indagini
Gli investigatori della compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno avviato i rilievi balistici. Le telecamere di sorveglianza della zona sono state acquisite: si vedono due uomini con casco integrale dileguarsi lungo via Nastro Azzurro. La dinamica fa pensare a un agguato di stampo camorristico, anche se gli inquirenti non escludono piste personali.
Il tenente colonnello Giuseppe Esposito ha dichiarato: «Si tratta di un’esecuzione. Stiamo raccogliendo elementi utili a chiarire contatti e relazioni della vittima. La collaborazione dei cittadini sarà fondamentale».
Un uomo nel mirino
Cesarano era il titolare di un pastificio noto a livello locale. Negli ultimi anni aveva avuto rapporti controversi con il clan De Martino, attivo nell’area di Gragnano, da cui avrebbe cercato di smarcarsi. La sua morte riapre una ferita antica: il legame tra imprenditoria e criminalità organizzata nella zona.
Un residente, che ha chiesto l’anonimato, racconta: «Abbiamo sentito gli spari, poi il silenzio irreale. Qui la paura è tornata come negli anni bui. Alfonso cercava di tenere lontani i clan, ma non è bastato».
Reazioni e sgomento
Il sindaco di Gragnano, Nello D’Auria, ha espresso dolore e fermezza: «La città non può tornare ostaggio della violenza camorristica. Lo Stato deve essere presente, qui e ora».
Anche la Regione Campania, attraverso il presidente Vincenzo De Luca, ha commentato: «La lotta alla camorra non conosce pause. Esprimiamo vicinanza alla famiglia e massima fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine».
Precedenti e contesto
L’agguato ricorda dinamiche già viste in Campania: nel 2021 un altro imprenditore caseario fu assassinato a Casal di Principe, mentre a Torre Annunziata nel 2022 una faida interna portò a due omicidi in meno di un mese.
Secondo l’ultimo rapporto della Direzione Investigativa Antimafia (2024), in Campania si registrano in media 40 omicidi di camorra all’anno, con un’incidenza tra le più alte d’Europa.
Conseguenze per la comunità
Il pastificio di Cesarano, simbolo dell’economia locale, resta chiuso oggi in segno di lutto. Per i lavoratori e i residenti la paura si mescola allo smarrimento: «Era il nostro datore di lavoro, un punto di riferimento. Non sappiamo cosa accadrà ora», confida una dipendente.