Omicidio di Dario e Riccardo Benazzi: indagini su alibi e orari

Del duplice omicidio, avvenuto quasi cinque anni fa, i due furono prima uccisi a fucilate e poi bruciati, il giudice ha respinto la richiesta dei Pm e ha ordinato altri tre mesi di indagini

Redazione
Omicidio di Dario e Riccardo Benazzi: indagini su alibi e orari
Dario e Riccardo Benazzi

Omicidio di Dario e Riccardo Benazzi: indagini su alibi e orari. Del duplice omicidio, avvenuto quasi cinque anni fa, i due furono prima uccisi a fucilate e poi bruciati, il giudice ha respinto la richiesta dei Pm e ha ordinato altri tre mesi di indagini.

L’indagine sul massacro dei cugini Dario e Riccardo Benazzi, uccisi il 28 febbraio 2021 con colpi di fucile e dati alle fiamme nella loro auto, in un campo a Rero tra Tresignana e Fiscaglia, in provincia di Ferrara, rimane aperta nonostante la richiesta di archiviazione della Procura.

Il giudice per le indagini preliminari Marco Peraro ha ordinato ulteriori tre mesi di accertamenti, rifiutando la chiusura del caso. La novità principale riguarda Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio vicini al luogo del delitto, che finora erano stati ascoltati solo come informati sui fatti ma ora dovranno essere interrogati ufficialmente.

Dovranno chiarire la loro posizione e il loro alibi

L’obiettivo è chiarire la loro posizione il giorno dell’omicidio e approfondire alcune telefonate sospette. Saranno inoltre riascoltati quattro testimoni, tra cui i vicini di casa e la moglie di Dario, per definire con precisione l’orario degli spari.

Sul piano tecnico, si continuerà a verificare l’alibi dei Mazzoni, che sostengono di essere stati al mare, e si esaminerà un accendino trovato nell’auto carbonizzata.

Sarà inoltre analizzato il tipo di cartucce utilizzate, contestate dalla difesa che sostiene che i Mazzoni non abbiano mai posseduto munizioni di quella marca.

Gli avvocati della famiglia Benazzi considerano questo supplemento d’indagine una vittoria fondamentale per evitare che un duplice omicidio così violento resti irrisolto, mentre la difesa dei Mazzoni ritiene le indagini ripetitive e ritiene che i testimoni abbiano già chiarito le circostanze.

Il tribunale ha concesso 90 giorni per completare i nuovi accertamenti, decisivi per stabilire se emergano prove schiaccianti o se il fascicolo verrà archiviato senza colpevoli dopo quasi cinque anni di misteri e colpi di scena.

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