Oncologo famoso chiedeva soldi per farmaci gratuiti

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2 settimane fa - 8 Ottobre 2021

Oncologo famoso chiedeva soldi per farmaci gratuiti. Carabinieri e Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 3 milioni di euro nei confronti dell’oncologo pugliese Giuseppe Ricci.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica, è arrivato a conclusione di indagini che già lo scorso maggio avevano condotto all’arresto del dottore.

L’oncologo deve rispondere delle accuse di concussione aggravata e continuata in concorso con la compagna, Maria Antonietta Sancipriani; avvocata, anche lei co-indagata nello stesso procedimento penale.

Secondo gli inquirenti l’oncologo pugliese avrebbe iniettato ad alcuni pazienti malati di cancro un farmaco gratuito, pretendendone tuttavia il pagamento. Approfittava della soggezione psicologica dei pazienti.

In particolare le indagini hanno accertato come il medico, abusava “della qualità e dei poteri di Pubblico Ufficiale, Dirigente medico presso il Dipartimento di oncologia dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II di Bari'”.

Agiva in servizio e fuori turno

L‘oncologo agiva durante lo svolgimento della sua attività professionale sia in orario di servizio che fuori turno. E, comunque, non in regime di attività intra od extramoenia, eseguiva su ben quattordici pazienti oncologici prestazioni mediche.

E, in particolare, iniezioni di un farmaco, la cui somministrazione era a titolo gratuito in quanto a totale carico del S.S.N., costringendo i pazienti al pagamento in suo favore di ingenti somme di denaro.

Nonché di altre utilità sia presso la struttura ospedaliera sia presso il patronato CAF (sito in Bari) in uso alla compagna; adibito nell’occasione ad ambulatorio medico di certa natura illegale”.

Il medico e la sua compagna avrebbero “approfittato delle gravi condizioni psico-fisiche delle vittime“, che ai carabinieri hanno riferito “di essersi trovate in una situazione di soggezione e di reverenza; oltre che di totale fiducia nel loro medico,

tale da essere state indotte a riconoscerlo quale unico referente in grado di garantire loro la sopravvivenza; e così ottenendo illecitamente cospicue somme di denaro contante, regalie di notevole valore, lavori edili ed altre utilità”.

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno accertato “un’ingiustificata sproporzione tra il reddito dichiarato e i beni nella disponibilità del medico, quantificata in oltre 2,5 milioni di euro”.

Il gip del Tribunale di Bari, condividendo la proposta avanzata dagli inquirenti, ha quindi deciso il sequestro preventivo di una prestigiosa villa a Bari Palese; terreni a Bitonto, saldi attivi di rapporti bancari, denaro contante e reperti  archeologici. (Fonte fanpage.it)

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