Opera, arrestato il sindaco Nucera: “appalti agli amici” e bustarelle

Il primo cittadino Antonino Nucera è finito agli arresti domiciliari: secondo le accuse il comune avrebbe affidato appalti ad "imprenditori amici"
di redazione
1 settimana fa
8 Aprile 2021

Opera, arrestato il sindaco Nucera: “appalti agli amici” e bustarelle. Terremoto in comune a Opera. All’alba di giovedì 8 aprile i carabinieri del comando Provinciale di Milano hanno arrestato il sindaco di Opera, Antonino Nucera; una dirigente dell’ufficio tecnico comunale e tre imprenditori del settore edile.

I cinque sono accusati, a vario titolo, di peculato, di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e di traffico illecito di rifiuti.

Le misure sono emesse dal gip del tribunale di Milano, su richiesta della Dda della Procura della Repubblica di Milano, e sono state eseguite nelle province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina.

L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti, Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli, e dai sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi; e condotta dal nucleo investigativo di Milano, era iniziata nel febbraio 2020 dopo una segnalazione su presunti illeciti posti in essere dall’amministrazione comunale.

Il sindaco, una dirigente comunale e alcuni funzionari e consulenti del comune, secondo le accuse, avrebbero interferito in alcune procedure di gara per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi.

Non solo. Gli arrestati avrebbero ricevuto da questi imprenditori “sostanziose utilità”, si legge in una nota dei carabinieri. Durante le indagini, inoltre, sarebbero documentati anche gravi reati di tipo ambientale.

Rifiuti del Parco Sud di Milano

Secondo gli investigatori, infatti, gli imprenditori finiti sotto la lente d’ingrandimento avrebbero stoccato, riutilizzato o interrato circa mille tonnellate di fresato d’asfalto, in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano.

Inoltre, negli stessi luoghi sarebbe finito altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali; e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate e Monza.

Le loro aziende, sempre secondo le indagini, avrebbero attestato falsamente il regolare recupero dei rifiuti speciali; attraverso “formulari” ideologicamente falsi che sarebbero ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero.

Mascherine ai dipendenti comunali anziché alle Rsa

Non solo. Secondo i detective il primo cittadino di Opera, nei primi mesi della pandemia, avrebbe arbitrariamente distribuito a stretti congiunti e a dipendenti comunali circa duemila mascherine chirurgiche che la Città Metropolitana e la Protezione Civile avevano destinato alle locali Rsa e farmacia comunale.

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