Orrore sull’A14 a Scossicci: trovate altre 16 carcasse di animali, indagini a tutto campo
Dopo i 27 cani e un gatto recuperati nei giorni scorsi, nuovi ritrovamenti tra Loreto e Porto Recanati. Ipotesi smaltimento illecito, accertamenti affidati all’Istituto zooprofilattico
Orrore sull’A14 a Scossicci: trovate altre 16 carcasse di animali, indagini a tutto campo. Dopo i 27 cani e un gatto recuperati nei giorni scorsi, nuovi ritrovamenti tra Loreto e Porto Recanati. Ipotesi smaltimento illecito, accertamenti affidati all’Istituto zooprofilattico.
Il bilancio si fa sempre più pesante. Nello stesso tratto tra Loreto e Porto Recanati, in provincia di Macerata, dove nei giorni scorsi erano stati rinvenuti 27 cani e un gatto, chiusi in sacchi di mangime e gettati oltre il guardrail del ponte sull’A14, in località Scossicci, sono state scoperte altre 16 carcasse.
A riportarle alla luce sono stati i volontari della Lav e dell’Oipa, tornati sul posto per nuovi sopralluoghi al confine tra i due Comuni. Le ricerche, condotte tra rovi e scarpate già controllate in precedenza, hanno portato alla luce ulteriori resti, aggravando un quadro già drammatico.
L’intera vicenda era emersa sabato scorso con il primo ritrovamento: un cane maremmano con le zampe legate, deceduto da pochi giorni. Da quel momento erano scattati controlli e verifiche da parte delle autorità competenti. Al momento, nessuna pista investigativa viene esclusa.
Nel corso dei sopralluoghi sono state trovate anche cartucce da caccia, elemento che potrebbe offrire nuovi spunti agli inquirenti. Tra le ipotesi al vaglio si fa strada quella di uno smaltimento illecito di carcasse animali: esemplari forse destinati alla cremazione ma abbandonati per evitare costi e obblighi legati alla tracciabilità.
Gli accertamenti tecnici sono stati affidati all’Istituto zooprofilattico di Tolentino, dove verranno analizzati i resti per stabilire le cause e i tempi dei decessi, oltre a verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi. Sabato scorso, sul luogo dei ritrovamenti, è intervenuta anche la polizia scientifica, che ha raccolto vari reperti utili alle indagini.
Un elemento che colpisce è la ripetitività del modus operandi: carcasse chiuse in sacchi, abbandonate sempre nello stesso punto e prive di microchip identificativo.
Circostanze che fanno pensare a un’azione seriale, riconducibile a un unico responsabile o a più episodi susseguitisi nel tempo. Saranno le indagini a chiarire natura e responsabilità di una vicenda che ha profondamente scosso la comunità locale.