Ortona: la famiglia di Lorena Paolini si oppone all’archiviazione
La Procura ipotizza il suicidio, ma i periti dei familiari incalzano: «Segni sul collo incompatibili e prove fatte sparire»
Ortona: la famiglia di Lorena Paolini si oppone all’archiviazione. La Procura ipotizza il suicidio, ma i periti dei familiari incalzano: «Segni sul collo incompatibili e prove fatte sparire».
Il “giallo” giudiziario torna a infiammare l’opinione pubblica locale. Il caso di Lorena Paolini, la 53enne di Ortona trovata morta nell’agosto del 2024, vive una svolta carica di tensione tra le aule di tribunale e il dolore di una famiglia che non accetta la parola “suicidio”.
La battaglia legale tra la Procura di Chieti, che spinge per l’archiviazione del marito Andrea Cieri, e i legali della famiglia Paolini, si gioca su perizie contrastanti e dettagli inquietanti che sembrano usciti da un noir d’altri tempi.
Le incongruenze: dallo strangolamento all’impiccagione
L’avvocato della famiglia Paolini, Nicola Rullo ha sollevato dubbi pesanti sulla ricostruzione scientifica che ha portato alla richiesta di archiviazione per Cieri. Inizialmente si parlò di strangolamento; oggi, lo stesso consulente propende per il suicidio. Una discrepanza che la famiglia definisce “macroscopica”.
Secondo la difesa dei familiari, i segni sul collo di Lorena sono paralleli alle spalle, un dato che mal si concilia con la trazione diagonale tipica di una corda da impiccagione.
La prova regina è sparita. Il fratello dell’indagato avrebbe ammesso di averla nascosta sotto la camicia e poi gettata nei rifiuti della sua impresa funebre proprio mentre arrivavano i Carabinieri. Un gesto che gli è valso un’indagine per false informazioni, ma che per la Procura non inficia la tesi del suicidio.
Il movente del cuore e della mente
“Faceva progetti, organizzava vacanze”. I familiari descrivono una donna lontana anni luce dall’idea del gesto estremo. Una discrepanza tra il profilo psicologico e le conclusioni medico-legali che ora spetta al GIP dirimere.
Il responso del GIP è imminente. Il giudice dovrà decidere se accogliere la tesi della Procura e chiudere il caso come suicidio, oppure ordinare nuove indagini o l’imputazione coatta per Andrea Cieri.
Nel frattempo, il clima a Ortona resta pesante, diviso tra chi crede alla tesi della Procura e chi chiede che non cali il sipario su una morte definita da molti “impossibile”.