Palermo: salma non viene cremata, lasciata in casa da 9 giorni
E' il triste epilogo di una morte sopraggiunta per cause naturali. Riguarda una donna il cui corpo non può essere cremato per burocrazia. La denuncia della nipote
Palermo: salma non viene cremata, lasciata in casa da 9 giorni. E’ il triste epilogo di una morte sopraggiunta per cause naturali. Riguarda una donna il cui corpo non può essere cremato per burocrazia. La denuncia della nipote.
La vicenda di Provvidenza Riccobono, un’anziana di Palermo deceduta probabilmente il 2 gennaio all’interno della sua abitazione, mette in luce un grave problema burocratico che ha impedito la degna sepoltura e la cremazione desiderata dalla defunta.
A causa di una mancanza nell’autorizzazione ufficiale, che indicava soltanto la sepoltura e non la cremazione, la salma è rimasta in casa in una bara aperta per oltre nove giorni, in avanzato stato di decomposizione.
La nipote, Rosy Riccobono, unica parente diretta e responsabile delle pratiche, si è trovata coinvolta in un estenuante rimpallo tra uffici comunali, polizia e Procura, senza riuscire a ottenere il via libera per la cremazione.
Ulteriori autorizzazioni non giustificate
La situazione si è ulteriormente complicata per l’assenza temporanea della magistrata competente e per la richiesta di ulteriori autorizzazioni non giustificate, nonostante la morte sia stata accertata come naturale e il medico legale avesse già liberato la salma.
La presenza del cadavere in casa ha generato preoccupazioni tra i vicini a causa dell’odore pungente, mentre Rosy denuncia la mancanza di rispetto e dignità nei confronti della defunta, sottolineando l’assurdità di un iter burocratico che lascia una persona morta senza pace.
La nipote ha annunciato di voler proseguire la sua battaglia per ottenere direttamente l’autorizzazione e, in caso di ulteriori rinvii, si è detta disposta a farsi arrestare per difendere il diritto della zia a riposare in pace.
Questa vicenda evidenzia un conflitto tra procedure amministrative e dignità umana, con conseguenze drammatiche per i familiari e la memoria dei defunti.