Pangolino, il mammifero simile al formichiere sospettato (forse a torto) di essere il vettore del coronavirus

2 mesi fa
22 Aprile 2020
di redazione

Pangolino, il mammifero simile al formichiere sospettato (forse a torto) di essere il vettore del coronavirus. Prima i pipistrelli, poi i serpenti e i visoni e, in ultimo, anche il pangolino (qui la scheda). Secondo alcune tesi (non confermate) circolate in una prima fase dell’epidemia Covid-19, il piccolo mammifero diffuso in Africa equatoriale e in Asia meridionale potrebbe essere stato il vettore del passaggio del SARS-CoV-2 all’uomo.

Come ha spiegato lo stesso Wwf, «il genoma del virus rinvenuto nei pangolini, che si suppone essersi sviluppato originariamente nei pipistrelli, è quasi identico (al 99 per cento) al Coronavirus 2019-nCoV rinvenuto nelle persone infette», sottolineando come i primi risultati confermino come il commercio illegale di animali selvatici vivi e delle loro parti possa essere «veicolo per vecchie e nuove zoonosi, aumentando il rischio di pandemie che potrebbero avere grandissimi impatti sanitari, sociali ed economici su tutte le comunità coinvolte» (lo raccontava Sandro Modeo nell’articolo «Tutto quello che la Sars ci aveva già predetto sul coronavirus»). Seguici su Notizie in tempo reale

E potrebbero essere proprio questi sospetti a salvargli la vita. Perché il pangolino, animale in via d’estinzione simile a un formichiere (e ghiotto di formiche, ndr), è da anni al centro di numerosi traffici clandestini: ad essere ricercate sono le scaglie che ne ricoprono la corazza, utilizzate nella medicina orientale, al pari delle ossa di tigre, del corno di rinoceronte e della pelle degli asini; e la sua carne, venduta nei «wet market» asiatici.