Paternò (CT). Finito in carcere il rapinatore specialista nelle evasioni

2 settimane fa
30 Giugno 2020
di redazione

Paternò (CT). Finito in carcere il rapinatore specialista nelle evasioni. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò, in esecuzione di un’ordinanza di sostituzione della misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, ha arrestato il 31enne paternese Pietro Musarra.

L’uomo in particolare, come si ricorderà, era arrestato soltanto una ventina di giorni orsono a seguito di un’ordinanza cautelare che disponeva gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’ordinanza è emessa dallo stesso G.I.P. sulla scorta delle innumerevoli risultanze investigative, prodotte e compendiate all’autorità giudiziaria dai militari della Compagnia di Paternò in merito ad un tentativo di rapina commesso il 5 marzo scorso ai danni di un venditore ambulante paternese che, di buon’ora, stava accingendosi quella mattina a recarsi al mercato di Mascalucia.

Rapina andata male

La rapina andò male per il malvivente a causa della reazione della vittima e della moglie accorsa in suo aiuto; pur se il malcapitato veniva attinto da una coltellata al volto che lo aveva sfregiato.

Gli arresti domiciliari, in attesa dei tempi tecnici per l’applicazione del braccialetto elettronico, non sono sembrati al Musarra essere “limitativi” del suo concetto di libertà; se è vero che lo scorso 18 giugno, 5 giorni dopo il suo arresto, non si è presentato in Tribunale per il previsto “interrogatorio di garanzia” ma … era solo l’inizio.

In quella stessa giornata i militari accompagnati dal tecnico installatore non hanno potuto applicargli il braccialetto elettronico perché “assente” nella sua abitazione. Il 21 successivo, l’uomo è fermato privo di assicurazione e patente di guida a bordo della sua autovettura; già sequestrata amministrativamente, nel quartiere San Cristoforo di Catania da una pattuglia in compagnia di una donna e munito di un cacciavite di 25 centimetri.

Anche in questo caso gli arresti domiciliari hanno stimolato la voglia d’evasione interrotta però dai militari della Compagnia di Paternò il 25 giugno. Circostanza che ha consentito, stavolta, di porre al “sicuro” l’uomo che è pertanto associato al carcere di Noto (SR).

Vanessa Miceli

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