Pizza, un patrimonio universale: il mondo celebra il suo piatto più amato

La Giornata Mondiale della Pizza coincide non a caso con la festa di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli

Redazione
Pizza, un patrimonio universale: il mondo celebra il suo piatto più amato
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Pizza, un patrimonio universale: il mondo celebra il suo piatto più amato. La Giornata Mondiale della Pizza coincide non a caso con la festa di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli.

Oggi, 17 gennaio, il mondo rende omaggio a uno dei simboli più riconoscibili e trasversali della cultura gastronomica globale: la pizza. Non è solo una ricorrenza conviviale o un pretesto per sedersi a tavola, ma una vera e propria celebrazione identitaria. La Giornata Mondiale della Pizza racconta una storia che parte dai vicoli di Napoli per arrivare a ogni angolo del pianeta.

La pizza nasce come cibo popolare, essenziale, quasi povero. Farina, acqua, lievito, sale: pochi ingredienti capaci di nutrire e unire. Eppure, proprio nella sua semplicità, si nasconde la forza di un prodotto che ha attraversato secoli, confini sociali e geografici, adattandosi senza mai perdere la propria anima. Da pasto quotidiano del popolo napoletano a icona globale, la pizza ha compiuto un viaggio straordinario.

La pizza Margherita

Il punto di svolta arriva nel 1889, quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedica alla regina Margherita di Savoia una pizza dai colori della bandiera italiana: rosso del pomodoro, bianco della mozzarella, verde del basilico. Da quel momento, la pizza smette di essere solo cibo di strada e diventa simbolo nazionale. Ma è nel Novecento, con le grandi migrazioni italiane, che la pizza inizia la sua vera conquista del mondo.

Negli Stati Uniti, in Argentina, in Australia e poi in Asia, la pizza cambia forma, dimensione, ingredienti. Nascono la deep dish di Chicago, le versioni extra-large di New York, le reinterpretazioni gourmet europee e quelle creative dell’Estremo Oriente. Eppure, nonostante le infinite declinazioni, il riferimento resta sempre lei: la pizza napoletana, riconosciuta nel 2017 dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, non tanto per il prodotto in sé, ma per l’arte del pizzaiolo, fatta di gesti, tempi, tradizione orale e cultura condivisa.

Oggi la pizza è anche un termometro sociale ed economico. Racconta l’evoluzione del gusto, l’attenzione crescente alla qualità delle materie prime, alla sostenibilità, alle filiere corte. Le farine macinate a pietra, le lunghe lievitazioni, i pomodori selezionati, le mozzarelle artigianali sono diventati protagonisti di un nuovo rinascimento pizzaiolo. Un movimento che ha trasformato le pizzerie in laboratori di ricerca, senza tradire la memoria.

Ma la pizza è soprattutto un linguaggio universale. È il piatto che mette d’accordo generazioni diverse, che attraversa classi sociali, che si mangia con le mani o con le posate, da soli o in compagnia. È comfort food e allo stesso tempo esperienza gastronomica. È rituale del sabato sera, pausa pranzo veloce, celebrazione informale. In un mondo frammentato, la pizza resta uno dei pochi elementi capaci di creare immediata condivisione.

I numeri confermano questo amore globale: miliardi di pizze vengono sfornate ogni anno, migliaia di varianti convivono nei menu, milioni di lavoratori trovano occupazione lungo una filiera che va dal grano al forno.

Il valore culturale e emotivo

Ma ridurre la pizza a una statistica sarebbe un errore. Il suo valore più profondo è culturale ed emotivo. Ogni pizza racconta una storia: quella del pizzaiolo che impasta all’alba, del cliente che torna sempre nello stesso locale, della città che la interpreta secondo il proprio carattere.

Nella Giornata Mondiale della Pizza, dunque, non si celebra solo un piatto, ma un’idea di convivialità. Si celebra il tempo lento della lievitazione in un’epoca accelerata, il calore del forno in un mondo digitale, il piacere semplice dello stare insieme. La pizza è memoria e futuro, tradizione e innovazione, identità e contaminazione.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo planetario: la capacità di restare fedele a se stessa pur cambiando continuamente. Oggi, mentre in ogni fuso orario qualcuno addenta una fetta fumante, la pizza dimostra ancora una volta di non essere solo cibo, ma un patrimonio condiviso dell’umanità.

Maria Laudando

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