Poliziotti pugliesi indagati per truffa con i permessi 104

Dei tre indagati, il Tribunale di Trani ha adottato nei confronti di uno di loro in servizio nella Questura di Barletta Andria Trani (Bat) una ordinanza di interdizione per sei mesi

Redazione
Poliziotti pugliesi indagati per truffa con i permessi 104

Poliziotti pugliesi indagati per truffa con i permessi 104. Dei tre indagati, il Tribunale di Trani ha adottato nei confronti di uno di loro in servizio nella Questura di Barletta Andria Trani (Bat) una ordinanza di interdizione per sei mesi.

Un’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Trani, coordinata dalla Procura locale, ha portato all’adozione di un’ordinanza cautelare di interdizione per sei mesi nei confronti di un poliziotto della Questura di Barletta Andria Trani, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica.

Altri due poliziotti sono stati denunciati a piede libero per gli stessi reati. Le indagini sono scaturite da una segnalazione riguardante l’uso improprio di permessi retribuiti per malattia e assistenza a persone diversamente abili, previsti dalla legge 104 e dal d.lgs. 151/2001.

Pedinamenti e analisi dei dati telefonici

Attraverso pedinamenti, videocamere e analisi dei dati telefonici, è emerso che i tre indagati avrebbero sfruttato sistematicamente tali permessi per svolgere attività personali, come commissioni e vacanze, non assistendo realmente i familiari con disabilità.

Inoltre, due di loro non rispettavano il requisito della coabitazione con il familiare assistito, necessario per ottenere i permessi. L’inchiesta ha documentato circa 50 giornate di assenze illegittime, con una truffa stimata in circa 5.300 euro.

Mentre uno degli indagati è stato sottoposto all’interdizione dal servizio, per gli altri due, un ispettore in pensione e un’assistente capo prossima alla pensione, il Tribunale non ha ritenuto necessarie misure cautelari più restrittive.

L’indagine evidenzia un grave abuso dei benefici previsti dalla normativa per l’assistenza familiare, compromettendo l’integrità dei servizi pubblici e la fiducia istituzionale.

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