Pompei: progetto vitivinicolo tra Parco e Feudi di San Gregorio

L'iniziativa si dimostra innovativa e nasce dal sano partenariato pubblico-privato e che coinvolge il parco archeologico e l'azienda Irpina

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Pompei: progetto vitivinicolo tra Parco e Feudi di San Gregorio
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Pompei: progetto vitivinicolo tra Parco e Feudi di San Gregorio. L’iniziativa si dimostra innovativa e nasce dal sano partenariato pubblico-privato e che coinvolge il parco archeologico e l’azienda Irpina.

Vino, cultura e conservazione del patrimonio storico e archeologico: è questa la sintesi del nuovo progetto vitivinicolo che prende vita all’interno del Parco archeologico di Pompei grazie a un partenariato pubblico-privato tra l’istituzione culturale e l’azienda Feudi San Gregorio.

Il progetto è stato presentato oggi al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) dal ministro Francesco Lollobrigida nel corso dell’evento dal titolo Coltivare la Storia: nasce a Pompei un’azienda vitivinicola unica al mondo”.

Vitigni autoctoni e produzione tra storia e innovazione

L’obiettivo è la produzione di vini ottenuti da vitigni autoctoni del territorio vesuviano: Aglianico e Piedirosso per i rossi, Greco, Falanghina e Fiano per il blend bianco.

I tempi previsti per l’avvio della produzione sono di almeno tre anni, necessari per la messa a regime dei vigneti e per garantire un progetto coerente con il contesto storico e ambientale.

Cultura, identità e sviluppo sostenibile

Per il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, la nascita di un’azienda vitivinicola nel sito archeologico rappresenta un nuovo modo di intendere la tutela del patrimonio. “La conservazione non deve essere solo memoria storica, ma cura, sviluppo consapevole e capacità di ridare senso e funzione ai luoghi della storia. Coltivare la terra e produrre vino significa seminare identità, conoscenze e responsabilità”.

Anche Antonio Capaldo, presidente di Feudi San Gregorio, ha evidenziato il valore narrativo e culturale dell’iniziativa. “A Pompei si può realizzare ciò che di meglio offre il Paese: un progetto enogastronomico inserito in un contesto culturale”.

Un progetto più ampio per il territorio

L’azienda vitivinicola rientra in un più vasto progetto di “azienda archeo-agricola”, che comprende anche la valorizzazione degli ulivi e iniziative di agricoltura sociale.

Come ha spiegato il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, si tratta di una strategia capace di generare benefici duraturi per il territorio: “È la strada vincente per raggiungere risultati importanti per tutta l’area circostante”.

Un esperimento unico al mondo

Il progetto di Pompei si propone così come un modello innovativo di integrazione tra tutela del patrimonio, produzione agricola e sviluppo culturale. Un esperimento unico al mondo, che punta a trasformare la storia in una risorsa viva, capace di produrre valore economico, identitario e sociale.

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