Processo Gianello: «Ci avevano convinti che sarebbe guarito». La madre difende le scelte alternative

In aula a Vicenza la testimonianza di Martina Binotto: dal rifiuto del Rizzoli di Bologna all'affidamento al metodo Hamer. Sotto accusa il medico Matteo Penzo

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Processo Gianello: «Ci avevano convinti che sarebbe guarito». La madre difende le scelte alternative
Francesco Gianello

Processo Gianello: «Ci avevano convinti che sarebbe guarito». La madre difende le scelte alternative. In aula a Vicenza la testimonianza di Martina Binotto: dal rifiuto del Rizzoli di Bologna all’affidamento al metodo Hamer. Sotto accusa il medico Matteo Penzo.

Una stanza d’ospedale percepita come soffocante, il cibo “pessimo” e la paura di esami invasivi. Sono questi gli elementi che, secondo la testimonianza di Martina Binotto, avrebbero spinto lei e il marito Luigi a interrompere le cure convenzionali per l’osteosarcoma al femore del figlio Francesco Gianello, 14 anni, morto all’inizio del 2024.

La fuga dalla medicina ufficiale

La madre ha ricostruito davanti al giudice Matteo Mantovani il momento della rottura con l’Istituto Rizzoli di Bologna, centro di eccellenza ortopedica. Dopo una firma iniziale per gli accertamenti, il panico: «Mio marito aveva sentito il dottor Penzo, che descriveva la procedura come rischiosa. Ho chiesto le dimissioni».

Da quel momento, la famiglia si è affidata a Matteo Penzo, medico padovano seguace della cosiddetta “Nuova Medicina Germanica”. La terapia proposta prevedeva un approccio psicologico, il tumore visto come risposta a un trauma interno.

Poi, una immersione nella natura. Un periodo trascorso in un centro salutistico in Umbria per “tirare su” il ragazzo. Infine, una gestione del dolore con l’uso di semplici antinfiammatori (Brufen) al posto dei protocolli oncologici necessari per un sarcoma osseo.

Il “Metodo Hamer”: un pericolo senza basi scientifiche

Il cuore dell’accusa poggia sulla pericolosità del metodo Hamer. Come ribadito da AIRC (Fondazione per la Ricerca sul Cancro), questo approccio non è solo privo di sperimentazione scientifica, ma è considerato altamente pericoloso perché nega l’origine biologica del cancro e identifica erroneamente la malattia come un mero “conflitto psichico”.

Inoltre, rinnega i farmaci e impedisce l’accesso a chemioterapia e chirurgia, trasformando tumori trattabili (come spesso sono gli osteosarcomi nei giovani) in patologie terminali. Infine, contiene derive ideologiche. Le teorie di Ryke Geerd Hamer sono intrise di tesi antisemite e complottiste.

L’indagine della Procura

Il pubblico ministero Paolo Fietta ha raccolto un dossier che evidenzia come la segnalazione ai servizi sociali sia arrivata troppo tardi, quando la massa tumorale aveva già compromesso irrimediabilmente la vita del quattordicenne.

Francesco è morto al San Bortolo di Vicenza dopo un calvario iniziato nel marzo 2023, segnato da rifiuti sistematici dei protocolli salvavita.

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