Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è morto
Era noto come vescovo anticamorra e contro la criminalità, aiutava poveri e chi fuggiva dalla schiavitù
Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è morto. Era noto come vescovo anticamorra e contro la criminalità, aiutava poveri e chi fuggiva dalla schiavitù.
La notizia della morte del vescovo emerito Raffaele Nogaro, figura di rilievo nella diocesi di Caserta, scomparso il 6 gennaio 2026 all’età di 92 anni, ha fatto il giro della Diocesi di Caserta.
Nogaro, nato il 31 dicembre 1933 a Gradisca in provincia di Udine, è stato ordinato sacerdote nel 1958 e vescovo negli anni Ottanta.
La sua missione ecclesiastica è stata caratterizzata da un impegno costante contro la criminalità organizzata, la violenza, la corruzione e ogni forma di ingiustizia sociale, con particolare attenzione alla lotta contro la camorra e la tratta degli immigrati.
Sostegno dei poveri
Egli si è inoltre dedicato al sostegno dei poveri, dei bisognosi e degli schiavi moderni, collaborando con le suore Orsoline di Casa Rut per assistere giovani donne vittime di sfruttamento.
Intellettuale e teologo, Nogaro ha mantenuto un rapporto con diversi Pontefici, da Giovanni Paolo II, che lo ha consacrato vescovo, fino a Papa Francesco e Papa Leone XVI.
La sua figura era stimata anche nel mondo filosofico, come testimonia l’amicizia con Massimo Cacciari. L’arcivescovo Pietro Lagnese ha espresso il cordoglio della diocesi, sottolineando la dedizione di Nogaro alla Chiesa e alla società.
Dopo aver servito a Sessa Aurunca e poi a Caserta, dal 2009 era vescovo emerito. La sua eredità è quella di un pastore impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della giustizia sociale, che ha lasciato un segno profondo nella comunità ecclesiastica e civile di Caserta.
Raffaele Nogaro, dunque, è stato un esempio di integrità morale e dedizione pastorale, la cui opera ha avuto un impatto significativo nella lotta contro le ingiustizie e nell’assistenza ai più vulnerabili.