Raffaella Carrà, spunta l’erede segreto: è Gian Luca Pelloni Bulzoni
Rivelazione shock da un contenzioso giudiziario: l’ex manager e segretario sarebbe il figlio adottivo e beneficiario universale del patrimonio e dei diritti d’autore dell’artista
Raffaella Carrà, spunta l’erede segreto: è Gian Luca Pelloni Bulzoni. Rivelazione shock da un contenzioso giudiziario: l’ex manager e segretario sarebbe il figlio adottivo e beneficiario universale del patrimonio e dei diritti d’autore dell’artista.
Un segreto custodito con la stessa eleganza e discrezione che hanno contraddistinto tutta la vita di Raffaella Carrà. A quasi cinque anni dalla sua scomparsa, emerge l’esistenza di un “figlio adottivo segreto”.
Si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, manager e segretario personale della showgirl, che risulterebbe essere l’unico erede legittimo del patrimonio, dei diritti d’immagine e dei diritti d’autore dell’icona italiana.
La scoperta casuale in Tribunale
La notizia non è stata diffusa tramite canali ufficiali, ma è trapelata dagli ambienti giudiziari romani. La conferma del legame è emersa durante un contenzioso legale avviato dallo stesso Pelloni Bulzoni contro una società spagnola per la produzione del musical teatrale “Ballo ballo”.
L’uomo ha richiesto al Tribunale di Roma l’inibitoria alla rappresentazione e distribuzione dell’opera, dichiarandosi esplicitamente erede universale di Raffaella Carrà. Titolare esclusivo dei diritti su immagine, voce e nome (sia reale che d’arte) e detentore del diritto morale e di utilizzazione di tutte le opere dell’ingegno dell’artista.
Chi è Gian Luca Pelloni Bulzoni
Nato a Ferrara nel 1964, ma romano d’adozione, Pelloni Bulzoni è il titolare della Arcoiris Edizioni Musicali. Per anni è stato l’ombra della Carrà, gestendo la sua complessa carriera e facendosi carico di incarichi di massima fiducia. Era considerato una delle pochissime persone ammesse nella cerchia più ristretta della cantante, insieme a Sergio Iapino.
La decisione del Giudice
Nonostante la legittimità della posizione di erede, la giudice Laura Centofanti del Tribunale capitolino non ha concesso l’inibitoria richiesta. La motivazione è di natura tecnica: le 36 rappresentazioni del musical in oggetto si sono infatti già concluse e non ne risultano altre in programma.
Per Pelloni Bulzoni si apre ora la strada del processo di merito, dove potrà eventualmente richiedere risarcimenti danni per lo sfruttamento dei diritti della Carrà avvenuto senza il suo consenso.
Il mistero che avvolgeva la destinazione dell’enorme eredità della Carrà sembra dunque risolto, riportando l’attenzione su quel legame quasi simbiotico tra l’artista e l’uomo che, silenziosamente, ha curato i suoi interessi fino all’ultimo.