Riccardo Chetta muore mentre gioca a calcio: indagato il medico sportivo

Il 39enne era deceduto giovedì scorso sul terreno di gioco del campo sportivo di Collepasso, in provincia di Lecce, dove si stava allenando con i compagni di squadra

Redazione
Riccardo Chetta muore mentre gioca a calcio: indagato il medico sportivo
Riccardo Chetta

Riccardo Chetta muore mentre gioca a calcio: indagato il medico sportivo. Il 39enne era deceduto giovedì scorso sul terreno di gioco del campo sportivo di Collepasso, in provincia di Lecce, dove si stava allenando con i compagni di squadra.

Sarà eseguita mercoledì prossimo l’autopsia sulla salma di Riccardo Chetta, il 39enne morto improvvisamente lo scorso giovedì sera sul terreno di gioco del campo sportivo di Collepasso, dove stava partecipando a una partita di allenamento con la squadra del Parabita City.

Il pubblico ministero Alessandro Prontera, dopo la denuncia presentata dal padre della vittima, Gianfranco Chetta, ha disposto il sequestro della salma e il trasferimento presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. L’incarico per l’esame autoptico è stato affidato al medico legale Alberto Tortorella, che opererà insieme ai consulenti di parte.

L’obiettivo è chiarire le cause del decesso, inizialmente attribuito a una morte naturale per aneurisma dell’aorta. Nell’inchiesta risulta iscritto nel registro degli indagati il medico che aveva rilasciato a Riccardo il certificato di idoneità sportiva, rinnovato poco tempo prima della tragedia. Si tratta, come precisato dagli inquirenti, di un atto dovuto, necessario per consentire tutti gli accertamenti previsti.

Nella denuncia, il padre ha chiesto di verificare se, al momento del rilascio del certificato, fossero stati effettuati tutti gli esami necessari per garantire la sicurezza del figlio. È stato inoltre segnalato che Riccardo, durante una precedente partita disputata a Maglie, aveva accusato un malore che lo aveva costretto a fermarsi e a sottoporsi a controlli medici.

Proprio alla luce di questo episodio, i familiari intendono accertare se quel precedente potesse rappresentare un campanello d’allarme e se sia stato adeguatamente approfondito nel percorso di screening sanitario, o se vi siano state eventuali sottovalutazioni cliniche.

Solo al termine degli accertamenti medico-legali la salma sarà restituita alla famiglia per l’ultimo saluto.

Intanto, Parabita resta sotto choc. Attorno alla famiglia Chetta si è stretta l’intera comunità: amici, compagni di squadra e conoscenti. Il dolore attraversa le strade del paese e i luoghi che Riccardo frequentava quotidianamente. Al di là degli aspetti giudiziari, resta la ferita profonda lasciata dalla scomparsa improvvisa di un uomo molto stimato, marito e padre, la cui morte ha segnato in modo indelebile l’inizio di questo nuovo anno.

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