Riccardo Chetta perde la vita sul campo di calcio

Il 39enne si stava allenando amatorialmente quando un semplice malore si è tramutato in tragedia

Redazione
Riccardo Chetta perde la vita sul campo di calcio
Riccardo Chetta

Riccardo Chetta perde la vita sul campo di calcio. Il 39enne si stava allenando amatorialmente quando un semplice malore si è tramutato in tragedia.

Una serata all’insegna dello sport e dello stare insieme si è trasformata improvvisamente in una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità. È accaduto ieri sera a Collepasso, in provincia di Lecce, dove intorno alle 22:00 ha perso la vita Riccardo Chetta, 39 anni, originario di Parabita, nel Salento, stroncato da un improvviso infarto mentre si stava allenando.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo si trovava regolarmente sul campo per una sessione di allenamento con la sua squadra, il Parabita City, associazione sportiva dilettantistica di cui faceva parte.

L’allenamento procedeva senza particolari problemi quando, all’improvviso, Riccardo si è accasciato al suolo sotto gli occhi attoniti dei compagni di squadra, che hanno immediatamente compreso la gravità della situazione.

È scattata subito la macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenuti tempestivamente gli operatori del 118, che hanno tentato a lungo e con ogni mezzo di rianimare il 39enne.

Nonostante i ripetuti tentativi e l’impegno dei sanitari, però, per Riccardo Chetta non c’è stato nulla da fare e il personale medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

Sul luogo della tragedia è intervenuto anche il comandante della stazione dei carabinieri di Collepasso, il luogotenente Daniele Tricarico, per gli accertamenti di rito. Informato dell’accaduto, il magistrato di turno ha valutato la situazione e, intorno alle 23, ha disposto il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.

La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando la comunità di Parabita e l’ambiente sportivo locale sotto shock. Riccardo Chetta lascia la moglie e due figli, oltre a un vuoto profondo tra amici, conoscenti e compagni di squadra che con lui condividevano non solo la passione per il calcio, ma anche un forte legame umano.

Il dolore e l’incredulità accompagnano il ricordo di un uomo descritto da tutti come presente, generoso e profondamente legato ai valori dello sport e della famiglia.

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