Rifiuti: non finisce l’emergenza nella città di Palermo

Nonostante gli sforzi della Rap, l'azienda che si occupa della raccolta e trattamento rifiuti a Palermo, in città rimangono montagne di immondizia
di  Redazione
7 mesi fa - 7 Dicembre 2020

Rifiuti: non finisce l’emergenza nella città di Palermo. Nonostante gli sforzi della Rap, l’azienda che si occupa della raccolta e trattamento rifiuti a Palermo, in città rimangono montagne di immondizia. Cui si aggiungono mobili, materassi, frigoriferi gettati da cittadini incivili che rendono molte strade cittadine discariche a cielo aperto.

L’emergenza che dura da settimane continua e sembra non finirà presto come hanno assicurato i vertici dell’azienda. Il quartiere Albergheria, dove stamane si è tenuto il solito mercatino domenicale – anche se in misura ridotta – con numerosi venditori abusivi di merce contraffatta e di uccellini protetti, è costellato di cumuli d’immondizia.

Alcuni dei quali alti due metri e altri che circondano interi edifici. Il sindaco dovrebbe firmare un’ordinanza che autorizza il conferimento di rifiuti nella sesta vasca della discarica di Bellolampo; ma pare che ci siano limitazioni sulla tipologia da parte dell’Arpa e quindi le quantità d’immondizia conferibile sarà limitata.

Due auto contro un gregge, morte 30 pecore a Partinico

Sulla statale 113, nel tratto che collega Partinico ad Alcamo due auto sono finite contro un gregge nei pressi della contrada Bosco Falconeria. I due veicoli si sono ritrovati di fronte agli animali che si erano ammassati al centro della carreggiata.

Li hanno investiti: cinquanta le pecore che sono colpite, 30 sono morte, 6 sono rimaste ferite in modo grave. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Partinico, di Alcamo e la polizia stradale, e i vigili del fuoco.

Mafia: Dia sequestra beni per 2mln a imprenditore Donzelli

La Direzione investigativa antimafia di Catania ha sequestrato beni stimati in due milioni di euro ritenuti riconducibili a Raffaele Donzelli, di 47 anni, imprenditore del settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche nel Ragusano.

Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale su proposta del procuratore etneo e del direttore della Dia. Nel maggio dello scorso anno l’imprenditore era  arrestato per bancarotta fraudolenta in concorso con dei familiari.

E’ ritenuto legato al clan ‘Dominante -Carbonaro’, come sostenuto in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’ottobre 2019 confermata dal Tribunale del riesame un mese più tardi.

Da ciò era scaturita, nel gennaio 2020, una misura ablativa nei confronti del padre, Giovanni Donzelli, accusato di avere avuto “rapporti con l’associazione di stampo mafioso riferibile alla Stidda, offrendo rifugi e covi a latitanti.

Non solo metteva a disposizione anche la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell’organizzazione mafiosa vittoriese e quelli appartenenti ad altri clan”.

Per la Dda “l’associazione mafiosa avrebbe reimpiegato proventi illeciti in attività imprenditoriali riferibili a Raffaele Donzelli” e avrebbe aiutato le aziende “a sbaragliare la concorrenza servendosi di metodi criminali come l’intimidazione sistematica”.

Tra i beni sequestrati dalla Dia ci sono anche due aziende operanti nel settore dell’abbigliamento, due autovetture, un motociclo, conti correnti e disponibilità bancarie.

Rifiuti: non finisce l’emergenza nella città di Palermo