Rizzoli: “Far parlare gli arbitri è un obiettivo per avere maggiore trasparenza”

2 settimane fa
14 Settembre 2020
di redazione

Rizzoli: “Far parlare gli arbitri è un obiettivo per avere maggiore trasparenza”. Permettere agli arbitri parlare, spiegarsi, chiarire qual è l’applicazione e l’interpretazione del regolamento per garantire una maggiore trasparenza.

È la novità più interessante annunciata Nicola Rizzoli, confermato alla guida della Can nazionale che a partire dalla prossima stagione accorperà Serie A e Serie B.

Non accadrà da subito ma, per usare le parole dell’ex direttore di gara, “se la gente capirà come interpretiamo una regola, sarà tutto certamente più facile.”

“La strada da percorrere è questa. Saremo contenti se avremo la possibilità di raccontarci meglio. Sperando che le persone siano più disposte a parlare con gli arbitri e ad ammettere gli errori”.

L’opportunità di aprirsi al mondo esterno è uno degli aspetti illustrati da Rizzoli, quali possano essere i termini e i modi non è chiaro.

Così come non è chiaro ancora quando un arbitro potrà parlare, se lo farà in conferenza stampa accettando il dibattito.

Oppure verranno escogitate altre forme di comunicazione, quale sarà il perimetro entro il quale potrà muoversi e fino a che punto potrà spingersi all’insegna della “trasparenza” enunciata dallo stesso Rizzoli.

Altro tema di rilievo, il rapporto tra arbitri e tecnologia

In particolare, il ricorso allo strumento del Var che per i direttori di gara è aiuto e al tempo stesso “spauracchio” per la carriera.

Rizzoli ha rivelato come da quest’anno il gruppo di arbitri specializzati si arricchirà di altre 4 unità (Di Paolo, Banti, Mazzoleni e Nasca).

Questa è una professionalizzazione del ruolo necessaria, se consideriamo che queste persone hanno fatto dalle 25 alle 37 partite – ha aggiunto Rizzoli –.

Questo vuol dire dare un’esperienza molto importante e permetterà a chi avrà questo ruolo di avere ulteriore esperienza e serenità per una posizione molto delicata.

Stiamo studiando come migliorare il rapporto con la tecnologia, considerando anche l’indirizzo europeo. Fonte Fanpage