La Roma vola, dalla maledizione di Trigoria alla benedizione di Monsignor Fisichella

Pubblicato il 4 Novembre 2019 - 22:19

La Roma vola, dalla maledizione di Trigoria alla benedizione di Monsignor Fisichella

Dalla fede calcistica a quella religiosa il passo è breve. Chiedete, ad esempio, alla Roma di Paulo Fonseca, che ha centrato un importante ciclo di vittorie ed ha raggiunto il terzo posto in classifica in solitaria. Il calcio non è una scienza esatta, perché si basa su tanti fattori, compresi quelli più irrazionali, come la fede e la superstizione. Ed è proprio per questo che non stupisce quanto avvenuto a Trigoria poco più di dieci giorni fa.

La storia recente della Roma dimostra un dato di fatto: nessuna squadra, in serie A, ha dovuto fronteggiare così tanti infortuni, molti dei quali piuttosto gravi, nelle ultime stagioni. E in una piazza come Roma, i tifosi hanno iniziato a rumoreggiare e a cercare qualcuno da incolpare: prima i preparatori atletici, poi gli allenatori, infine il manto erboso dei campi di Trigoria. Nessuno di questi fattori, però, bastava a spiegare l’incredibile sequela di infortuni che hanno decimato non solo la prima squadra, ma anche le giovanili. Qualcuno, addirittura, è arrivato a scomodare la fede, indicando come possibile causa una sorta di maledizione di una cappella smantellata ma mai sconsacrata all’interno del centro sportivo Fulvio Bernardini.

Costruita durante l’era di Franco Sensi, la cappella di Trigoria era stata benedetta dalle autorità ecclesiastiche e all’epoca era anche piuttosto frequentata. Era una Roma piena zeppa di giocatori brasiliani, quasi tutti molto credenti, che avevano così l’opportunità di pregare prima o dopo gli allenamenti. Con l’arrivo della proprietà statunitense, le cose sono cambiate: la cappella è stata smantellata e oggi è adibita a magazzino, ma non è mai stata ufficialmente sconsacrata. Sarebbe questo, secondo alcuni, il motivo di così tante sventure per la Roma, che non vince un trofeo ufficiale dal lontano 2008.


Che ci si creda o meno, la dirigenza giallorossa ha deciso di correre ai ripari, come spiega anche Francesco Balzani per Leggo. Il 25 ottobre scorso, infatti, a Trigoria è giunto Monsignor Rino Fisichella. L’arcivescovo, uno dei più grandi teologi mondiali, non ha mai nascosto di essere un simpatizzante dei giallorossi ed è stato ricevuto dai dirigenti per benedire l’impianto in cui la squadra si allena ogni giorno. Era il giorno dopo la sfortunata partita di Europa League contro il Borussia Moenchengladbach, in cui la Roma era stata raggiunta in pieno recupero con un rigore inesistente concesso dall’arbitro scozzese William Collum, in assenza della VAR.

I giallorossi venivano da una lunghissima serie di infortuni, molti dei quali anche piuttosto gravi (Under, Zappacosta, Diawara, Mkhitaryan, Cristante, Pellegrini e Kalinic), ma anche da un notevole compendio di ‘orrori’ arbitrali, in Italia come in Europa. Da quel giorno, la Roma ha centrato tre vittorie in altrettante partite di campionato (contro Milan, Udinese e Napoli). Merito di Paulo Fonseca e delle sue intuizioni, così come dei giocatori in campo che hanno dimostrato una determinazione fuori dal comune. Per chi ci crede, però, il grande momento della squadra capitolina forse è anche merito di una intercessione divina. A molti, poi, non è sfuggita la ‘preghiera’ di Gianluca Mancini, il difensore centrale trasformato per necessità in elegante mediano, sul rigore trasformato da Jordan Veretout e risultato decisivo per la vittoria di sabato scorso contro il Napoli.


Redazione L'inserto

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