Saltavano la fila per il vaccino covid in piena pandemia: 60 indagati

Avrebbero saltato la fila facendosi vaccinare senza averne titolo
di redazione
1 settimana fa
8 Aprile 2021

Saltavano la fila per il vaccino covid in piena pandemia: 60 indagati. In piena pandemia covid, quando l’unica categoria prioritaria individuata dal piano nazionale per i vaccini era quella degli operatori socio sanitari, avrebbero saltato la fila facendosi vaccinare senza averne titolo.

Questa l’accusa mossa dalla Procura di Biella nei confronti di sessanta persone raggiunte nelle scorse ore dagli avvisi di garanzia per diversi casi di furbetti del vaccino. Tra gli indagati anche i vertici dell’Asl locale per omesso controllo.

I fatti contestati risalgono alla fine di gennaio di quest’anno, cioè nel primissimo periodo di vaccinazioni anti covid quando le dosi di vaccino erano estremamente scarse ed era stato deciso di destinarle a persone con probabilità maggiore di subire il contagio.

Quindi, esclusivamente alla protezione di chi era in prima linea nella lotta contro la pandemia da coronavirus e cioè medici, infermieri e operatori delle case di riposo.

Vaccinati a gennaio senza titolo

Tra gli indagati destinatari degli avvisi di garanzia anche il commissario dell’Asl piemontese Diego Poggio; il direttore sanitario e quello amministrativo per non aver controllato, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa.

Le condotte sotto inchiesta da parte del procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, sarebbero emerse durante i controlli a tappeto fatte scattare dai Nas dei carabinieri nei mesi scorsi in tutta Italia.

Controlli scattati in seguito a diverse segnalazioni che indicavano comportamenti scorretti ed episodi di furbetti del vaccino. Dopo aver acquisto la documentazione dai vari centri vaccinali sul territorio, i militari dell’arma dei reparti Nas, infatti, hanno scoperto il malfatto.

Negli elenchi figuravano diverse persone che non avrebbero avuto titolo al vaccino in quel momento; e quindi le hanno segnalate alla Procura della Repubblica per le opportune verifiche che hanno dato vita agli avvisi di garanzia.

Tra furbetti del vaccino medici in pensione e dirigenti cooperative

Tra gli indagati secondo indiscrezioni vi sono medici in pensione e non più in attività; ma anche avvocati, professionisti e qualche dirigente sanitario e del mondo delle cooperative che lavorano con case di riposo per anziani.

Alcuni amministratori di case di riposo; che non avevano diritto alla vaccinazione, infatti, si sarebbero inseriti fra i lavoratori delle cooperative che operano all’interno delle Rsa e dell’ospedale per farsi vaccinare.

La Procura della Repubblica di Biella al momento ipotizza il reato di Truffa ai danni dello Stato per i furbetti; e quello di omissione di atti d’ufficio per mancanza di controllo, per i dirigenti Asl ma le indagini proseguono.

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