San Giorgio del Sannio: condannato a 11 anni e 10 mesi Angelo Graziano, finto medico
Sentenza della Corte d'Assise di Benevento sul caso dell'ambulatorio abusivo a San Giorgio del Sannio. Causò la morte di una 54enne
San Giorgio del Sannio: condannato a 11 anni e 10 mesi Angelo Graziano, finto medico. Sentenza della Corte d’Assise di Benevento sul caso dell’ambulatorio abusivo a San Giorgio del Sannio. Causò la morte di una 54enne.
Si è concluso dinanzi alla Corte d’Assise di Benevento (presidente Daniela Fallarino, giudice a latere Simonetta Rotili) il processo di primo grado a carico di Angelo Graziano, 37 anni, residente a Montefusco (Avellino) e domiciliato a San Giorgio del Sannio (Benevento).
L’uomo è stato condannato a 11 anni e 10 mesi di reclusione per i reati di omicidio preterintenzionale, esercizio abusivo della professione medica, lesioni aggravate nei confronti di più pazienti e truffa.
Il falso medico operava all’interno di uno studio abusivo a San Giorgio del Sannio, somministrando trattamenti e pratiche sanitarie non autorizzate. Tra le sue vittime figura una donna di 54 anni originaria di Mirabella Eclano (Avellino), deceduta a causa delle terapie praticate dall’imputato.
La Corte ha assolto il 37enne unicamente da alcune marginali contestazioni di truffa, confermando la responsabilità penale per tutti i restanti capi d’imputazione.
Le risultanze peritali e il dibattimento in aula
Il Pubblico Ministero Maria Colucci ha sottolineato la sussistenza del dolo per le lesioni e ha evidenziato come le perizie medico-legali abbiano attribuito la morte della 54enne a un edema polmonare acuto, provocato da trasfusioni con cui le era stato iniettato un farmaco d’origine tedesca. Il PM aveva richiesto una condanna a 10 anni di reclusione, istanza sostenuta anche dai legali di parte civile Cinzia Capone e Stefano Pescatore.
L’avvocato difensore Carlo Taormina, nell’ambito di un’arringa durata tre ore, ha sollecitato l’assoluzione del proprio assistito dai reati più gravi -chiedendo la condanna per il solo esercizio abusivo della professione- sostenendo l’assenza di dolo nelle trasfusioni e contestando la prova di letalità del farmaco somministrato.