Sangue cordone può evitare disabilità in forti prematuri

4 settimane fa
10 Luglio 2020
di redazione

Sangue cordone può evitare disabilità in forti prematuri. Permette di mantenere livelli ottimali di ossigeno nei neonati.

Le trasfusioni di sangue cordonale potrebbero risparmiare gravi disabilità ai neonati fortemente prematuri, grazie al mantenimento dei livelli di un tipo particolare di emoglobina, quella fetale, indispensabile permantenere livelli ottimali di ossigeno.

Lo afferma uno studio dei ricercatori del Policlinico Gemelli – Università Cattolica, appena pubblicato su British Journal of Hematology.

Nei grandi prematuri il sistema per gestire i danni da radicali liberi dell’ossigeno è settato su bassi livelli di ossigeno; l’emoglobina fetale rilascia ai tessuti una quantità di ossigeno inferiore rispetto all’emoglobina adulta. I bimbi più piccoli necessitano spesso di un gran numero di trasfusioni, a volte oltre 10 micro-trasfusioni di globuli rossi concentrati, finendo di fatto col sostituire con sangue adulto tutto il volume ematico del neonato, impoverendolo di emoglobina fetale.

Sangue cordonale

Perverificare se è possibile trasfondere il sangue cordonale i ricercatori del Gemelli hanno condotto la ricerca che ha dimostrato non solo la fattibilità delle trasfusioni, ma anche che queste mettono al riparo dalla deplezione di emoglobina fetale, così preziosa nei grandi prematuri.

“Quello appena pubblicato – spiega Luciana Teofili, direttore medico della Banca del Cordone del Policlinico Universitario A. Gemelli- è un ostudio proof of concept; ora stiamo organizzando uno studio multicentrico per vedere quanta disabilità si riesce a risparmiare con questa pratica”.

Ma per poter diffondere lapratica delle trasfusioni di sangue cordonale, è necessario aumentare le ‘fonti’ di materia prima, avvertono gli esperti. Secondo un rapporto del Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti nel 2019 le unità raccolte sono scese sotto la soglia delle 10mila (9676).