Sanità: il Veneto si conferma la migliore d’Italia. Promosse 18 Regioni su 21

I dati del ministero della Salute sul monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) relativi al 2024. L'Emilia-Romagna conquista il secondo posto scavalcando la Toscana. Balzo in avanti della Lombardia, fanalino di coda la Calabria

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Sanità: il Veneto si conferma la migliore d’Italia. Promosse 18 Regioni su 21
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Sanità: il Veneto si conferma la migliore d’Italia. Promosse 18 Regioni su 21. I dati del ministero della Salute sul monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) relativi al 2024. L’Emilia-Romagna conquista il secondo posto scavalcando la Toscana. Balzo in avanti della Lombardia, fanalino di coda la Calabria.

Il Veneto si conferma la locomotiva d’Italia per quanto riguarda la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. È il verdetto inequivocabile che emerge dal report del Nuovo sistema di garanzia (Nsg), lo strumento scientifico messo a punto dal ministero della Salute per monitorare in tempo reale il rispetto dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) relativo all’anno 2024.

Se i vertici del dicastero ribadiscono che il monitoraggio non nasce con l’intento istituzionale di stilare “classifiche”, nei fatti i risultati pesano come macigni, sia sul piano del prestigio politico che su quello dei portafogli regionali: il posizionamento in questa griglia governa infatti la ripartizione di importanti premialità economiche sul Fondo Sanitario Nazionale.

Il podio e la top ten: Emilia-Romagna da record, risale la Lombardia

La griglia dei punteggi fotografa importanti novità e rimescolamenti sul podio nazionale, consolidando l’egemonia delle strutture del Centro-Nord.

Dietro al confermatissimo Veneto (saldamente in testa con 288 punti), l’Emilia-Romagna mette a segno il sorpasso dell’anno: totalizzando 282 punti scalza dal secondo gradino la Toscana, che scivola in terza posizione a quota 280 punti.

Ottimi segnali giungono dalla Lombardia che agguanta la sesta posizione con 270 punti, guadagnando un prezioso gradino rispetto alla precedente rilevazione. Un risultato che mitiga le durissime polemiche politiche divampate nel 2023, quando la macchina sanitaria del Pirellone aveva registrato un pesante e inatteso arretramento.

I parametri del ministero e il divario Nord-Sud

La valutazione ministeriale si muove su un algoritmo complesso che analizza 88 indicatori specifici, distribuiti in tre macroaree fondamentali: assistenza ospedaliera, assistenza distrettuale (territorio) e prevenzione.

Sotto la lente degli ispettori finiscono voci cruciali come le coperture vaccinali pediatriche, la tempestività dei mezzi di soccorso del 118, la percentuale di parti cesarei inappropriati, la mortalità post-ictus e i tassi di appropriatezza farmacologica.

Il report segnala un’Italia che viaggia a tre diverse velocità: cresce la prevenzione su scala nazionale e migliora la sanità territoriale nel Centro-Sud, mentre l’assistenza ospedaliera mostra un lievissimo trend di flessione strutturale ovunque.

La Classifica Finale del Nuovo Sistema di Garanzia

Posizione Regione / P.A. Punteggio Complessivo (Max 300) Note di trend
1 Veneto 288 Regina d’Italia
2 Emilia-Romagna 282 In forte crescita (guadagna il 2° posto)
3 Toscana 280 Scivola sul terzo gradino
4 Piemonte 272 Stabile nella fascia alta
5 P.A. Trento 271 Ottima performance alpina
6 Lombardia 270 In recupero dopo i minimi del 2023
7 Umbria 254 Guida la fascia intermedia
8 Liguria 250 In netta crescita rispetto all’anno precedente
9 Friuli Venezia Giulia 248 Area di sufficienza piena
10 Puglia 242 Prima regione del Sud in classifica
11 Marche / Lazio 237 Pari merito (Peggioramento marcato per le Marche)
12 Abruzzo 229 Fascia medio-bassa
13 Valle d’Aosta 213 Sufficienza base
14 Sardegna 212 Sufficienza base
15 Campania 209 Supera la soglia critica
16 P.A. Bolzano 206 Insufficiente nell’area Prevenzione
17 Basilicata 205 Sufficienza base
18 Sicilia 196 Insufficiente nell’area Prevenzione
19 Molise 192 Sufficienza risicata
20 Calabria 189 Fanalino di coda. Insufficiente in Assistenza Distrettuale

La nota positiva: crollano i territori bocciati

Nonostante la permanenza del cronico divario tra le macro-aree del Paese, dal ministero della Salute filtra un forte ottimismo per l’evoluzione generale del sistema.

Il dato politico e sociale più rilevante risiede infatti nel crollo verticale dei territori “bocciati”: il numero di Regioni che non raggiungono la sufficienza minima in almeno una delle tre macroaree di assistenza è sceso da 8 a sole 3.

Se l’intera Penisola mostra di aver agganciato i livelli essenziali di assistenza medica, restano tre sole eccezioni su cui si concentreranno i piani di rientro del governo.

La Sicilia e la P.A. di Bolzano (entrambe sotto la soglia minima di sicurezza per quanto riguarda la prevenzione) e la Calabria, che si conferma l’anello debole della catena nazionale fermandosi sotto la sufficienza nell’assistenza distrettuale e territoriale.

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