Scuola e “Maleducazione Digitale”: il caso dei compiti last-minute

Il Ministero invoca il diritto alla disconnessione, ma per 7 studenti su 10 la pausa pasquale è interrotta da notifiche web. L'autonomia didattica diventa un "muro di gomma"

Redazione
Scuola e “Maleducazione Digitale”: il caso dei compiti last-minute
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Scuola e “Maleducazione Digitale”: il caso dei compiti last-minute. Il Ministero invoca il diritto alla disconnessione, ma per 7 studenti su 10 la pausa pasquale è interrotta da notifiche web. L’autonomia didattica diventa un “muro di gomma”.

Milioni di studenti e famiglie italiane si scontrano con una tempesta, stavolta, digitale: quella dei compiti dell’ultimo minuto per le vacanze di Pasqua.

Nonostante la direttiva ministeriale 2443 (firmata dal Ministro Valditara il 28 aprile 2025) parli chiaro sul “diritto alla disconnessione”, la realtà nelle case italiane racconta una storia di notifiche “moleste” e registri elettronici che “trillano” a scuole già chiuse.

La Direttiva Valditara: “Compito è quando campanella non suona”

Il principio stabilito dalla nota prot. 2443 del 2025 è pedagogico e di buon senso. I compiti devono essere spiegati guardando i ragazzi negli occhi e trascritti sul diario cartaceo, rendendoli parte della lezione.

La direttiva raccomanda caldamente di evitare l’invio di esercizi sul registro elettronico la sera per l’indomani o, peggio, a vacanze iniziate. L’obiettivo è tutelare la serenità dello sviluppo armonico dello studente e il diritto al riposo delle famiglie.

I dati dello scontro: IA e genitori come “salvagente”

Secondo i monitoraggi di Skuola.net, la raccomandazione ministeriale resta spesso lettera morta a causa del conflitto con il DPR 275/1999 sull’autonomia didattica.

Nel Natale appena passato, il 70% degli studenti ha ricevuto compiti via WhatsApp o registro a lezioni terminate.  Tra i ragazzi delle superiori, il 52% ammette di aver usato l’Intelligenza Artificiale per smaltire il carico extra.

Il peso ricade sulle famiglie. Alle medie, quasi un alunno su due (48%) ha dovuto ricorrere all’aiuto diretto dei genitori per finire i compiti in tempo.

Poiché la nota ministeriale è una “raccomandazione” e non una legge punitiva, il consiglio degli esperti è di favorire il dialogo con i Consigli di Classe. Tuttavia, quando la notifica arriva il venerdì santo o il sabato di Pasqua, si configura quella “maleducazione digitale” che mina il patto educativo tra scuola e famiglia.

Maria Laudando

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