Scuola: Maturità 2026, le materie della seconda prova
Latino al Classico, Matematica allo Scientifico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo «Amministrazione, finanza e marketing»
Scuola: Maturità 2026, le materie della seconda prova. Latino al Classico, Matematica allo Scientifico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo «Amministrazione, finanza e marketing».
L’attesa è finita per circa 500mila maturandi italiani: il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il decreto ministeriale con le materie della seconda prova scritta dell’Esame di Maturità 2026 e le novità del nuovo colloquio orale.
Il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, firmato dal ministro Giuseppe Valditara, definisce le discipline protagoniste della prova del 19 giugno e del nuovo impianto dell’esame, che gli studenti affronteranno per la prima volta secondo le regole della riforma.
Le materie della seconda prova scritta
Tra le discipline scelte per la Maturità 2026 figurano:
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Latino al Liceo classico
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Matematica al Liceo scientifico
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Scienze umane al Liceo delle Scienze umane
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Economia aziendale negli Istituti tecnici del settore economico, indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”
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Discipline turistiche e aziendali nell’indirizzo “Turismo”
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Progettazione, costruzioni e impianti nell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”
Ritorna la dicitura “Esame di Maturità”
La novità più simbolica della riforma è il ritorno alla denominazione ufficiale di “Esame di Maturità”, che sostituisce definitivamente la dicitura “Esame di Stato”. Il cambiamento non è solo formale, ma anche strutturale.
Da quest’anno il colloquio orale sarà centrato su quattro discipline specifiche, scelte annualmente dal ministero, segnando il superamento del modello “enciclopedico”. L’obiettivo è verificare non solo le conoscenze, ma anche la capacità di analisi critica, argomentazione e collegamento interdisciplinare, valorizzando il percorso scolastico e le attività extrascolastiche.
Il nuovo orale con quattro materie
Da quest’anno l’esame orale non partirà più dal documento scelto dalla commissione, ma dal curriculum dello studente, valorizzando le esperienze scolastiche e le attività extracurricolari.
Il ministro Valditara ha spiegato: “Abbiamo eliminato la discussione del documento, che obbligava a collegamenti interdisciplinari forzati e creava ansia.
Ora l’orale si concentra su quattro discipline, permettendo di valutare conoscenze, competenze, autonomia e responsabilità. Saranno prese in considerazione anche le attività particolarmente meritevoli”.
Le materie oggetto del colloquio orale cambiano in base all’indirizzo di studi. Per gli studenti del Liceo Classico, ad esempio, l’esame prevede la discussione di Italiano, Latino, Storia e Matematica, mentre al Liceo Scientifico le quattro discipline sono Italiano, Matematica, Storia e Scienze naturali.
Negli altri indirizzi, invece, due materie coincidono con quella scelta per la seconda prova scritta, mentre le altre due sono definite direttamente sulla piattaforma Unica dal Ministero.
Durante il colloquio, lo studente ha l’opportunità di presentare anche le proprie esperienze di formazione scuola-lavoro e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. Viene inoltre valorizzato ogni attività particolarmente meritevole svolta dallo studente e riportata nel suo curriculum scolastico.
Nel caso in cui il candidato abbia ottenuto una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato di cittadinanza attiva e solidale, predisposto dal Consiglio di classe, che consente di approfondire ulteriormente le competenze civiche e il senso di responsabilità dello studente.
Un punto chiave riguarda la validità dell’esame: chi non sosterrà tutte le prove previste, compreso il colloquio orale, non conseguirà il diploma e sarà considerato non idoneo.
Commissioni ridotte e formazione dei commissari
Cambia anche la struttura delle commissioni d’esame, che passano da sette a cinque membri. Ogni commissione, responsabile di due classi, sarà composta da:
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un presidente esterno,
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due commissari esterni,
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due commissari interni.
Il governo ha stanziato fondi per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026, destinati a salire a 11 milioni nel 2027, con l’obiettivo di garantire una valutazione più equa e professionale.
Pcto diventa “Formazione scuola-lavoro”
I percorsi Pcto cambiano nome e diventano ufficialmente “Formazione scuola-lavoro”, per sottolineare il legame tra studio e futuro professionale. Questo percorso diventa un elemento centrale del Curriculum dello studente, valorizzato durante il colloquio orale.
Bonus e valutazione finale
Novità anche sul fronte della valutazione finale. La riforma amplia la platea degli studenti che possono accedere ai punti bonus:
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prima era necessario raggiungere almeno 97 punti,
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ora la soglia scende a 90 punti complessivi.
La commissione potrà integrare il punteggio finale fino a un massimo di tre punti, premiando non solo il risultato numerico, ma anche l’impegno costante nel triennio e la qualità del percorso personale presentato all’esame.
Maria Laudando