Si schianta in moto e muore a 21 anni

Si schianta in moto e muore a 21 anni

Si schianta in moto e muore a 21 anni. Le strade di Bologna non smettono di macchiarsi di sangue. Tragedia nel pomeriggio di ieri, nei pressi della rotonda di via Roma: ha perso la vita un ragazzo di 21 anni che era in sella a uno scooter di grossa cilindrata.

L’incidente stradale intorno alle 15 di ieri. Da quanto si apprende, il giovanissimo, per cause ancora in fase di accertamento, dovrebbe aver perso il controllo del mezzo autonomamente, per poi schiantarsi contro un palo.

Sul posto è intervenuta la polizia locale assieme ai sanitari del 118. I sanitari hanno provato in tutti i modi a rianimare il 21enne, portato poi all’ospedale Maggiore, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Si tratta dell’ennesima tragedia delle strade, dopo che l’altra notte uno schianto in auto era costato la vita ad Alessandro Massa, precipitato nel sottopasso alla rotonda dei Polacchi.

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Aveva passione, dedizione e tenacia Alessandro Massa, ‘Massino’ per gli amici e per chi lo conosceva bene. Aveva tante qualità, ma soprattutto tanta voglia di vivere e di scoprire sempre cose nuove.

Il futuro, però, gli ha riservato una fine terribile e infame, sul freddo asfalto, spezzando ogni suo sogno nel cassetto. Tanti ne conservava ‘Massino’ che aveva solo 32 anni.

La sua morte improvvisa ha stravolto e lasciato senza fiato tre comunità nella giornata di ieri: quella di Loiano, dove il giovane è nato, vissuto e cresciuto e dove la sua famiglia è molto nota.

Quella di San Lazzaro, della frazione di Idice in particolare, dove il 32enne viveva da qualche tempo; e quella della Bottega di Franco, storico e noto ristorante bolognese in via Agucchi, dove Alessandro da anni lavorava come cameriere ed esperto di vini e che ieri, per lutto, è rimasto chiuso.

Sorriso e gentilezza

Il sorriso di Alessandro e la gentilezza che aveva con i clienti erano solo alcuni dei suoi segni distintivi perché a questi si univano pazienza, dedizione e amore per tutto quello che faceva.


Un amore che lo portava ad andare avanti e indietro da via Agucchi a Idice tutti i giorni, da casa a lavoro per fare quello che adorava di più. Una strada che conosceva a memoria, ma dove, nella mattina di venerdì, dopo una cena con i colleghi di lavoro intorno alle 4, ha trovato la morte.

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La famiglia. Alessandro era nato e cresciuto nella sua amata Loiano, fra i boschi dell’Appennino, nel 1990. Ed è proprio qui che è rimasto per anni prima di iniziare la sua carriera nel mondo della ristorazione, prima all’estero, a Zurigo, e poi di nuovo in Italia, nella sua Bologna.

La famiglia Massa è molto nota in paese, dove vive tutt’ora. Il padre Stefano, infatti, che viene da una famiglia di agricoltori, è il responsabile dell’area montana per il Cae (Consorzio Agrario Emilia) e la madre ha un negozio di estetista in pieno centro, a due passi dalla piazza.

‘Massino’ che lascia anche un fratello, Diego, di qualche anno più piccolo, è stato ricordato da tutti in paese tra le lacrime ieri. E la comunità si è stretta in un lungo e doloroso abbraccio silenzioso attorno alla famiglia Massa.

Della grande passione per la ristorazione di ‘Massino’, del suo talento, innato, e dell’amore che ha messo nel mestiere, ha parlato il padre Stefano: “Questo mondo era la sua vita – racconta. Dopo gli studi all’accademia di Serra Mazzoni, nel modenese, dove vinse anche l’Oscar come miglior allievo, a soli diciotto anni.

Lavorava in un ristorante in Svizzera

Alessandro andò a lavorare per una stagione in un noto e famoso ristorante di Saint Moritz. Era il più giovane che avesse mai preso parte a un ‘team’ così rinomato. Doveva rimanere poco tempo, ma si innamorò del lavoro e ci andò per varie stagioni consecutive alternando un altro lavoro, in estate, a Milano Marittima.

Da lì decise, poi, di trasferirsi e lavorare nel Canton Ticino e, poi, a Zurigo. Si è dedicato a lungo anche alla sua passione per il vino e l’enologia, oltre che per la ristorazione, prendendo parte alla nota famiglia della Global Wine.

Anni fa ha deciso di rientrare in Italia e di far parte della splendida famiglia, perché questa è, della Bottega di Franco“. La voce si spezza nella commozione del ricordo: Era gentile e paziente – aggiunge il padre Stefano, in lacrime.

Riusciva a stare con tutti e aveva sempre un sorriso stampato sul viso. Dovremo trovare il modo di andare avanti senza di lui anche se non so, non riesco neppure a immaginare, come faremo“. Sulla data del funerale ancora non si sa nulla. Quel che è certo è che gli occhi di Alessandro, buoni e luminosi, non si scorderanno facilmente.



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Redazione L'inserto

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