Sindaco e due imprenditori in manette per corruzione

Il sindaco è accusato del reato di corruzione (per un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito di gare d’appalto)
di  Redazione
3 mesi fa - 9 Marzo 2021

Sindaco e due imprenditori in manette per corruzione. Terremoto giudiziario nel piccolo comune di San Vincenzo (Livorno), 6.600 abitanti. La Guardia di Finanza di Livorno ha notificato gli arresti domiciliari al sindaco, Alessandro Massimo Bandini (53 anni).

E’ accusato del reato di corruzione (per un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito di gare d’appalto). Inoltre, a due imprenditori livornesi, padre e figlio, Lauro Dal Pont e David Dal Pont, 52 anni.

Sono accusati di dazioni illegittime la cui uscita dalla contabilità aziendale è dissimulata tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti. Per un altro indagato, ex segretario comunale, è richiesta l’interdizione dai pubblici uffici (prima dovrà sostenere interrogatorio di garanzia davanti al gip).

Eletto sindaco nel 2014 con la lista civica “San Vincenzo c’è” (sostenuta dal centrosinistra), nel 2019 Bandini è confermato con il 49,30% dei voti. Già assessore all’urbanistica e al porto Bandini aveva iniziato la militanza politica da ragazzo nella Fgci (giovani comunisti). Dipendente Coop, è stato ex segretario del Pds e poi del Pd a livello locale.

L’inchiesta

Le indagini sono partite dopo un esposto di un cittadino, a seguito di un permesso a costruire rilasciato dal comune di San Vincenzo, che andava a modificare il panorama sul fronte mare, a causa della sopraelevazione e del cambio d’uso di un ex locale commerciale adibito a ristorante.

Provvedimento poi annullato per due volte dal Tar della Toscana perché in contrasto con le norme urbanistiche comunali. Sarebbero emerse le prove di alcuni abusi edilizi, agevolati da altri comportamenti delittuosi.

Dal falso in atto pubblico alla corruzione, alla turbata scelta del contraente negli appalti ad opera di imprenditori e funzionari. In alcuni casi secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, accolta nell’ordinanza del gip, il Comune avrebbe assecondato le richieste provenienti da imprenditori che hanno contribuito, con varie modalità, ad assicurare un sostegno politico finanziario alla campagna per la rielezione del sindaco, nella misura del 2/3% delle somme incassate per effetto dell’aggiudicazione di lavori pubblici.

Inoltre per risolvere i vizi eccepiti, sarebbero studiate alcune mosse volte a eludere la sostanza delle norme urbanistiche, tanto che lo stesso gip non ha escluso la compatibilità tra l’operazione urbanistica e una possibile condotta corruttiva.

In altri casi, gli esponenti politici del Comune avrebbero tenuto condotte tali da far contestare loro di essere espressione di precisi interessi economici degli impresari assegnatari di lavori pubblici.

Tangenti

Tra gli episodi corruttivi che sono contestati si parla del 2% dell’importo di due appalti del valore di 775.000 e 169.000 euro per la realizzazione di opere pubbliche funzionali a migliorare la viabilità di accesso a un camping.

Condotte che sono ritenute legate al finanziamento della campagna elettorale per la rielezione a sindaco; e contesto nel quale l’ente pubblico ha organizzato, per auto-promozione, lo spettacolo “Miss Livorno 2018 Miss Notte Rosa”; manifestazione pagata dalla società di costruzioni dei due imprenditori ora agli arresti domiciliari.

In altri episodi, invece, viene contestato il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, con riferimento all’affidamento in gestione di una spiaggia attrezzata accessibile agli animali domestici e di una baracchina di proprietà comunale.

In tutto sono eseguite 23 perquisizioni nelle province di Livorno e Roma. Tutto il materiale raccolto sarà vagliato per accertare eventuali altre responsabilità penali da parte di esponenti del Comune e soggetti privati. (Fonte giornale,it)

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